Partito Comunista Internazionale

Per lo sciopero alla Bartoletti

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In occasione della vertenza alla Bartoletti di Forlì, i compagni hanno distribuito il seguente volantino: 

PROLETARI!

85 ore di sciopero a singhiozzo per oltre un mese di agitazione hanno lasciato gli operai della Bartoletti con un pugno di mosche: nessuna delle loro rivendicazioni e stata integralmente riconosciuta nel contratto sottoscritto dai tre sindacati, mentre l’« una tantum », graziosamente concessa, servirà appena a risarcire le ore non pagate per aver scioperato, e andrà, invece a premiare coloro che non hanno sospeso il lavoro: gli impiegati.

Ciò dimostra, come hanno ripetuto insistentemente i nostri compagni nel corso dell’agitazione, che la pratica delle lotte puramente aziendali e articolate, lungi dal raggiungere gli scopi perseguiti dagli operai, porta soltanto acqua al mulino del padrone. Se le 85 ore, vece di essere spese in brevi interruzioni giornaliere, fossero state impiegate in uno sciopero, ad oltranza, non interrotto durante le trattative e tale da paralizzare la produzione; se, invece di limitarsi od una sola azienda, fosse stato esteso almeno a tutta la categoria de metallurgici, come era tanto più possibile in quanto contemporanee mente erano in agitazione gli operai della Nuova Becchi e di altre fabbriche: se così si fosse agito come e nelle migliori tradizioni delle letta di classe, i lavoratori della Bartoletti sarebbero tornati al lavoro non a capo chino, ma a testa alta.

Fondere tutte le vertenze in un sola per tagliare le unghie alla offensiva generale del padronato: questo dev’essere e questo vogliamo che sia la politica del sindacato operaio!

LAVORATORI !

Un’altra considerazione deve nascere in voi di fronte allo sciopero della Bartoletti. Bisogna battersi per un aumento del salario-base tale che, per vivere, voi non siate costretti ad aumentare lo sforzo di Iavoro con straordinari, cottimi, incentivi: il premio di produttività è un’arma non vostra, ma del padrone, che con esso ottiene di spremervi fino all’ultimo goccio di sudore.

Lotta generale e nazionale per l’aumento del salario-base e le fusione in esso delle mille voci cosiddette «mobili », e per la sostanziale riduzione delle ore di lavoro: questa è l’unica parola d’ordine che esprima i vostri interessi collettivi, questa è la condizione della rinascita del sindacato di classe.

Le alte gerarchie sindacali tendono a ridurre tutte le vostre battaglie ad un dialogo pecoresco in seno alle Commissioni paritetiche: pretendono di risolvere dietro le vostre spalle, senza mettere in moto la vostra forza gigantesca, senza disturbare i sonni dei signori della Confindustria, i problemi fondamentali della vostra vita e delle vostre condizioni di lavoro. Battetevi perché risorga in seno al sindacato, non giallo né bianco, ma rosso, la fiamma della tradizione rivoluzionaria proletaria, e con esso ritorni lo spettro, minaccioso per i padroni, dello sciopero generale senza limiti di spazio e di tempo!

VIVA IL SINDACATO ROSSO ! VIVA IL COMUNISMO ! 

Luglio, 1967.

Il Partito Comunista Internazionale