Partito Comunista Internazionale

Il movimento femminile comunista in Francia

Categorie: France, Women's Question

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L’organizzazione delle donne in seno al Partito socialista non è stata mai, in Francia, molto curata.

Prima e dopo la guerra, due o tre gruppi di compagne vissero di un’esistenza effimera; soloil gruppo costituitosi a Parigi ebbe un debole sviluppo e si mantenne in vita, almeno, nominalmente.

Esso tiene poche riunioni, ma celebrò nondimeno ogni anno, anche durante la guerra, la Giornata Internazionale delle donne. Nel 1913 la manifestazione fu proibita dalla polizia.

All’epoca della scissione, a Tours, la maggior parte delle compagne si unì ai socialisti. Le donne comuniste si trovarono cosi senza alcun organismo speciale di propaganda fra le donne lavoratrici.

Una difficoltà ancora più seria rende più difficile l’opera delle nostre compagne. E’ lo spirito profondamente arretrato, che regna negli iscritti al Partito, spirito che è necessario di analizzare almeno sommariamente.

Molti compagni non si sono mai domandati il perché dell’attuale stato di schiavitù della donna.

Essi considerano la condizione attuale delle loro compagne come logica ed indiscutibile, e nella organizzazione comunista dell’avvenire essi non prevedono la trasformazione della vita famigliare.

La condizione della donna, che la lega fatalmente al focolare domestico non li colpisce; al contrario essi sarebbero piuttosto pronti a protestare contro qualunque modificazione a questo stato di cose,

Le donne comuniste dovranno dunque lottare per modificare la mentalità di questi compagni.

Esse dovranno convincerli che non vi potrà esistere il regime comunista fino a che la donna, l’essere umano più sacrificato dalle società attuale, avrà conquistato il diritto di avere una personalità propria, fino a quando essa non avrà conquistato l’indipendenza economica, sola base di una vera emancipazione.

Noi dobbiamo osservare però a parziale discolpa dei nostri compagni, che questa specie di disprezzo per la donna, ha un carattere generale in Francia, e noi possiamo con soddisfazione affermare, che è negli ambienti comunisti che le donne sono accolte con la fraternità più sincera e lo spirito di giustizia più manifesto.

La mentalità, accennata più sopra spiega pure, in parte, il ritardo nell’organizzazione sistematica del lavoro di propaganda fra le masse femminili.

Ora però le risoluzioni votate dal Congresso Internazionale comunista hanno avuto attuazione anche in Francia. Il Segretariato delle donne comuniste conta quattro mesi di esistenza. Esso ha però più abbozzato che realizzato.

Il Congresso di Marsiglia ha concesso una parte delle sue sedute alla discussione dei metodi di propaganda fra le donne. 

In quest’epoca ebbe luogo la prima Conferenza Nazionale.

Non si contano molte donne nel Partito comunista francese, il lavoro di propaganda cammina lentamente, ma noi speriamo che nuove forze si recluteranno e che si giungerà ad ottenere dei risultati soddisfacenti anche nel corso di questo nuovo anno.

MARTHE BIGOT