Un indegno ricatto agli operai
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La Federazione provinciale di Roma dei lavoratori legno edili e affini (FILLEA), in concomitanza con l’invio da parte della Cassa Edile di cartoline verdi che l’operaio dovrebbe firmare dichiarando di applicare o comunque di impegnarsi ad osservare integralmente il contratto, l’accordo e gli altri atti normativi « e chiedendo » di poter fruire dei servizi e delle prestazioni della Cassa Edile, ha diffuso un comunicato ai « lavoratori edili » in cui sostiene che « le cartoline rappresentano un impegno da parte del lavoratore a rispettare il Contratto di lavoro, mentre in cambio la Cassa Edile si impegna ad assistere il lavoratore medesimo in caso di malattia, infortunio e in tutte le altre forme integrative e assistenziali presenti e future ». In conseguenza di ciò, « la Fillea-CGIL Provinciale, nell’invitare i lavoratori a firmare e spedire sollecitamente alla Cassa Edile le cartoline in questione, informa che le stesse rappresentano una conquista dell’ultimo contratto di lavoro, in quanto in questo modo le singole imprese si impegnano al rispetto del contratto stesso ».
Non crediamo ai nostri occhi: eppure sta scritto proprio così! La Cassa Edile, cioè, s’impegna a versare parte dei soldi degli operai agli operai stessi alla condizione che essi s’impegnino singolarmente, personalmente e per iscritto, a rispettare il contratto di lavoro che dura tre anni. Almeno si fosse scritto l’opposto, vale a dire che gli operai rispetteranno il contratto se la Cassa Edile s’impegnerà ad effettuare le prestazioni prestabilite agli operai: invece no, è l’inverso!
Così, non solo sindacalisti e politicanti cercano di trascinare la lotta operaia tra la carta da bollo, i contratti, gli avvocati e le preture, ma persino sul piano legale essi stessi, i « rappresentanti dei lavoratori » (come si autodefiniscono), pongono il lavoratore al di sotto del datore di lavoro. Mussolini, almeno sulla carta, dava ad intendere ai proletari che capitale e lavoro stavano sullo stesso piano. Costoro invece, pur di rimanere a galla, invitano l’operaio ad abbassare la schiena, dentro la fabbrica e fuori, e per ottenere questo scopo infame lo ricattano anche: se vuoi beneficiare dei soldi che tu hai depositati nella Cassa Edile, devi prima impegnarti a rispettare i patti che noi sindacalisti abbiamo concordati, in nome tuo, col padrone – ti piacciano o no!
Gli operai edili, che appartengono ai più sfruttati della classe operaia, la cui vita è continuamente in pericolo, che sono mal pagati (anzi, i peggio pagati) quando li pagano, devono rispondere no. Non devono firmare nessuna cartolina, non devono assumere impegni con nessuno, non devono piegare la schiena di fronte a nessuna Cassa Edile, a nessun funzionario, a nessun sindacalista, a nessun padrone. Devono stracciare le cartoline, e chiamare i capoccia sindacali a render conto di queste manovre da mafiosi, degne del peggior gangsterismo fascista.
La Cassa Edile deve effettuare tutte le prestazioni possibili e, in caso di rifiuto, dovrà essere la forza organizzata degli operai ad indurvela. Quanto al rispetto dei contratti di lavoro da parte degli operai, esso sarà possibile solo finché i lavoratori non avranno tanta forza da modificarli a loro vantaggio. I contratti sono degli idoli solo per i padroni e per i loro servi sindacali, non per i proletari, che mercé questi accordi vengono inchiodati alle peggiori condizioni dello sfruttamento capitalista.
I comunisti rivoluzionari per primi non firmeranno nulla, e invitano tutti gli operai coscienti a fare altrettanto!