California: contro le deportazioni, l’unità di classe si faccia scudo dei proletari immigrati
Categorie: Immigration, USA
Traduzioni disponibili:
- Inglese: California: Let Working-Class Unity Shield Immigrant Workers from Deportation
- Spagnolo: California: que la unidad de la clase obrera proteja a los trabajadores inmigrantes contra la deportación
- Italiano: California: contro le deportazioni, l'unità di classe si faccia scudo dei proletari immigrati
Le recenti retate e le deportazioni dei proletari migranti operate dal governo USA, sul territorio nazionale, rappresentano un attacco violento a tutta la classe lavoratrice degli Stati Uniti, fin dall’origine essa stessa una nazione di migranti.
La politica dell’immigrazione, come in tutti gli Stati più industrializzati , viene concepita dal capitalismo nazionale come strumento essenziale per rifornirsi di manodopera a basso costo, controllando al ribasso i livelli salariali. Questo tanto più quanto l’immigrazione viene mantenuta al di fuori della legalità, essendo i proletari tenuti in condizione di clandestinità, ricattabili sotto la minaccia di espulsione e quindi disponibili ad accettare le peggiori condizioni di vita e di lavoro.
L’enorme popolazione che dal cosiddetto “terzo mondo” preme sulle frontiere del mondo industrializzato, nel caso in questione le migliaia di chilometri che separano gli Stati Uniti dal centro e sud America, costituisce una grande riserva di mano d’opera a cui il Capitale può attingere. Ma le frontiere devono rimanere formalmente sigillate e il flusso attraverso di esse concepito come irregolare. Chi entra è illegale e, per ribadire questa condizione, i clandestini vengono periodicamente cacciati e rimandati indietro anche attraverso le campagne di massa che il governo sta attualmente intraprendendo.
Contro le retate della polizia e la minaccia di deportazione si stanno sollevando centinaia di migliaia di immigrati oggi nelle maggiori città della California, Los Angeles, San Francisco, Sacramento. Ma giungono notizie anche di manifestazioni a New York, Dallas e Seattle. Il governo vi schiera contro la guardia nazionale e i marines, e si segnalano scontri durissimi.
Pur se la mossa appare di marca fascista, ordinata da un leader in crisi e in cerca di nuova credibilità, i proletari non si devono illudere che la soluzione possa venire dalla componente “liberal” della società; al di là delle proclamazioni sdegnate dei politici democratici, la storia ci insegna che anche la cosiddetta “sinistra” borghese è perfettamente in grado di colpire i lavoratori con le leggi, perseguitare gli operai in sciopero con i tribunali e la Guardia Nazionale, scatenare guerre in tutto il mondo.
Contro questo attacco alla classe operaia, mascherato da misura di polizia, si schierino i lavoratori americani in solidarietà e a difesa dei fratelli migranti, per l’unità di classe di tutto il proletariato!