Organizzazione femminile
Categorie: Women's Question
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Dalle corrispondenze che ci giungono quotidianamente constatiamo come molti compagni e compagne non abbiano ancora compreso in qual modo deve essere svolto il lavoro di propaganda e di organizzazione tra l’elemento proletario femminile. Eppure le tesi votate al Congresso dell’Internazionale Comunista ed adottate, di conseguenza, dal nostro partito tracciano chiaramente la linea di condotta che gli organismi direttivi devono svolgere a questo proposito.
«Il Partito comunista di ogni paese non deve organizzare le donne in organismi indipendenti, bensì includerle nelle organizzazioni politiche locali (sezioni giovanili ed adulte) in qualità di membri con diritti identici a quelli degli uomini, farle partecipare a tutti gli organi direttivi e dar loro adito a tutte le funzioni in seno al partito.
II Partito comunista prenderà dei provvedimenti e creerà delle istituzioni speciali per attrarre, colla propaganda, le donne nelle sue file, tenerle nelle sue organizzazioni e dar loro un’educazione politica.
Ogni organizzazione locale del partito avrà un Comitato di agitazione femminile al quale potranno far parte anche degli uomini, che avrà il compito di svolgere una sistematica propaganda fra le donne aderenti ad alcun partito.
Ogni comitato provinciale del partito avrà un Comitato di agitazione femminile avente la funzione di attivare il lavoro dei comitati locali femminili e di prestar loro un valido aiuto nell’esplicazione dei loro compiti».
Tesi votate dal III Congresso dell’Internazionale Comunista e pubblicate per intero sul N. 1 di Compagna.
Si sono costituite invece nel Ravennate, nel Veneto, nel Bolognese ed in parecchie altre località delle vere e proprie sezioni di tesserate al Partito comunista che vivono di vita a sé, staccate dalle sezioni giovanili ed adulte.
Le iscritte a queste sezioni devono nel più breve termine possibile essere assimilate in quelle maschili, non è ammissibile che qualunque problema che interessi il Partito, sia localmente che nazionalmente, sia discusso in sedi diverse dai compagni e dalle compagne.
Se per lo stato politicamente e spiritualmente arretrato della donna è necessaria qualche volta per attirarla a noi una propaganda speciale, quando essa entra a far parte del nostro partito non vi dovrà più essere di fronte ad esso alcuna differenza fra lei ed un altro compagno della Sezione, nè di doveri, nè di diritti, nè di interessi, essa dovrà lavorare affianco dei compagni colla stessa fede, intensità e buona volontà.
Se in principio si troverà un po’ di riluttanza nelle compagne a passare nelle sezioni miste, esse riconosceranno dopo qualche tempo che questo provvedimento ha dato loro maggiori possibilità di imparare e di approfondirsi nelle questioni di programma e di tattica che interessano il nostro Partito e diventeranno più facilmente elementi utili alle sezioni stesse.
I compagni si dispongano immediatamente a preparare questa fusione e facciano in modo che essa avvenga senza dispersione di forze, le compagne dimostrino colla buona volontà, serietà ed energia, con lo spirito di disciplina e combattività di essere degne militi del Partito comunista.