Partito Comunista Internazionale

La propaganda fra le lavoratrici della terra

Categorie: Union Question, Women's Question

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L’unione sempre più effettiva e cosciente di tutte le forze proletarie preoccupa la borghesia che tenta con tanti i mezzi di suscitare equivoci e discordie fra le diverse categorie di lavoratori, sfruttando le debolezze degli uni e degli altri e fomentando meschine rivalità o basse passioni.

Cosi, ad esempio, coi mezzi insidiosi che le son abituali, cerca di dividere i contadini dagli operai e di aizzarli gli uni contro gli altri.

Dice ai contadini che mentre i lavoratori dei campi furono mandati in massa alla guerra, gli operai delle città guadagnarono degli alti salari nelle fabbriche di munizioni e di armi, e che oggi gli operai continuano a percepire paghe favolose lavorando otto ore al giorno, mentre i contadini sono all’opera dalla mattina alla sera, guadagnando meno

Agli operai poi si svelano i ricchi risparmi che i contadini accumulano di anno in anno alle spese dei cittadini, tacendo, naturalmente, dei salari agricoli, miserrimi quasi sempre, e dei grandi proprietari terrieri i qui ammassano ricchezze veramente favolose, non meno dei grandi sfruttatori industriali.

I tentativi capitalisti per dividere il proletariato della campagna da quello delle città fallisce di fronte alla chiara coscienza politica che sempre più vanno acquistando i lavoratori.

Ad ogni modo devono essere combattuti con una attiva propaganda tra i proletari rurali, e specialmente fra le donne della campagna che non sono ancora sufficientemente difese dalle insidie borghesi, mediante una efficace educazione.

L’organizzazione e l’educazione politica dalle contadine presenta naturalmente delle difficoltà speciali; poiché, mentre le lavoratrici delle officine, per effetto dell’opera educatrice della fabbrica stessa, sentono ormai la necessità dell’unione proletaria e della lotta di casse, quelle dei campi sono ancora, in gran parte, refrattarie a qualsiasi organizzazione, a qualsiasi forma di interessamento e di partecipazione alla vita politica. Molte di esse subiscono l’influenza di coloro che suggeriscono come fatalmente necessarie la rassegnazione ai mali della terra e la sottomissione ai potenti, promettendo tutte le gioie desiderabile in un mondo migliore, e favorendo così gli sfruttatori.

Le donne della campagna, dominate da questi pregiudizi, profondamente radicati nella loro mente da secoli, partecipano difficilmente alle riunioni di propaganda organizzate nei loro paesi e non hanno perciò nessuna occasione di essere illuminate e persuase.

E’ necessario quindi esercitare fra di esse una propaganda privata per mezzo di conversazioni famigliari, con una opera di persuasione continua che le compagne comuniste non debbono assolutamente trascurare, servendosi dei loro giornali, sfruttando gli avvenimenti quotidiani che possono sempre divenire argomenti di critica al regime attuale, mostrando le colpe? ed i delitti compiuti dal capitalismo a danno dei lavoratori, cercando in tutti i modi di far penetrare le loro convinzioni, la loro fede comunista nella coscienza delle donne ancora arretrate, di far conoscere alle contadine, e particolarmente alle salariate dei campi, la loro vera posizione sociale, la forza dei loro diritti calpestati. che dovrà essere pure utilizzata nella prossima rivoluzione sociale. Gioverà far loro considerare le difficili penose condizioni in cui vivono le donne della campagna; le quali compiono quasi sempre dei lavori troppo gravosi per le loro forze e con orari eccessivamente lunghi, e si attribuiscono in una esistenza fatta solo di fatiche e di stenti, priva di qualsiasi forma di sollievo, di qualsiasi mezzo di elevazione.

Le donne dei campi sono anche maggiormente sfruttate sacrificate dei lavoratori agricoli, poiché ad esse si concedono dei salari inferiori a quelli concessi agli uomini. anche dove il lavoro compiuto è uguale; e come le proletarie di città, sono inoltre gravate di tutti i lavori di casa; che sono talora anche più numerosi, poiché le donne di campagna fanno il pane, il bucato e la tela e una infinità di altre faccende che alle cittadine sono risparmiate.

In tutti i modi, con tutti gli argomenti si deve cercare di preparare le donne del campi alla comprensione di questa fondamentale verità: che le loro, dolorose condizioni e quelle ugualmente tristi dei loro compagni condannati per tutta la vita a faticare per il vantaggio dei borghesi, e, per gli interessi dei borghesi, costretti magari a combattere ed a morire: che tutte le odiose servitù a cui sono condannati i proletari e le proletarie dei campi come quelli delle città cesseranno quando ne saranno eliminate le cause; quando cioè sarà distrutto il regime capitalista e sarà instaurato un ordine nuovo il quale assicuri alla collettività dei produttori i frutti della fatica e della terra, si proponga di rendere

più libera, più Intensa è più alta la vita di tutti gli uomini, e si preoccupi pure di facilitare, di migliorare tutti i lavori, anche quello gravoso dei campi, con macchine e strumenti e mezzi sempre più perfezionati, in modo che le lavoratrici ed i lavoratori agricoli siano fatti partecipi anch’essi di una vita materialmente meno misera, e spiritualmente migliore.

CAMILLA RAVERA