Francia-Belgio: Impennate proletarie
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La politica di aperto sabotaggio delle azioni unitarie di classe, praticata dai mandarini sindacali, riesce in generale ad aver ragione della istintiva combattività proletaria – tanto ha dietro le spalle l’appoggio entusiastico del padronato. Accade però non di rado che, sia pure solo per qualche giorno, gli operai puntino energicamente i piedi, e allora sono guai.
Sono gli scioperi «selvaggi» in Inghilterra, oppure è il caso avvenuto di recente alla Rhodiatoce di Lione di cui parla l’ultimo numero del nostro «Prolétaire». Là come da noi, i sindacati avevano accettato di sospendere lo sciopero per avviare trattative con la controparte: ma i 1200 operai delle squadre dette «4×8», quelli peggio pagati e sottoposti al lavoro più rude, si rifiutarono di sciogliere i loro picchetti e, all’ordine di riprendere il lavoro, chiusero addirittura le porte dello stabilimento di Vaise. Lasciata colpevolmente isolata, questa istintiva riaffermazione dei metodi tradizionali di lotta di classe non poteva provocare da sola la ripresa dello sciopero di tutte le maestranze, e alla fine i coraggiosi «4×8» dovettero piegare la testa e non solo riprendere il lavoro, ma ingoiare il rospo del «compromesso» concluso dai sindacati per cui l’originale richiesta di un sostanziale aumento dei salari si convertiva nella codarda accettazione di un risibile 5% prima e di un vergognoso 3,80 per cento poi, a tutto sfavore delle categorie peggio pagate. Ma la cosa non è passata liscia, e la stampa delle bonzerie politiche e sindacali ha dovuto non solo ammettere la «gravità» degli atti di «ribellione» operaia e degli incidenti connessi, ma riconoscere che i salariati nutrono «un certo rancore per non aver ottenuto vittoria su tutte le rivendicazioni poste»; che «l’accordo concluso non ha regolato immediatamente la ripresa del lavoro», e che sono stati necessari due grandi comizi «per spiegare il tenore e la portata dell’accordo». In parole povere, i bonzi hanno sudato sette camicie per convincere i «provocatori» a cessare l’agitazione, e ci sono riusciti solo perché un reparto o una categoria soli, lasciati nell’abbandono, prima o poi sono costretti a cedere, la rabbia in corpo e la morte nel cuore. Noi diciamo: Viva i «4×8», e abbasso coloro che li hanno abbandonati per infine tradirli – giacché, oltretutto, sono essi a pagare le spese con un 3,80% di aumento che, applicato ad un salario minimo, rappresenta una beffa.
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E vada il nostro saluto agli operai della General Motors ad Anversa che, sdegnati per il contratto collettivo sottoscritto dai sindacati, hanno sospeso il lavoro causando danni alla catena di montaggio, perché «diverse macchine sono rimaste troppo a lungo nei forni». Le Soir del 23-4, che cita l’episodio (secondo la prassi sindacale belga, un contratto collettivo può essere respinto dal personale solo se il 60 per cento dei membri presenti alla assemblea votano contro: nel caso in questione, i contrari erano stati «appena» il 53%!), narra che, «alla mensa, un operaio salì su un tavolo e incitò i compagni a cessare il lavoro, stracciando in pubblico la sua tessera sindacale. Il lavoro fu interrotto da un certo numero di operai e la direzione licenziò immediatamente l’istigatore». Risposta dei sindacati? Essi «disapprovarono l’azione e alla F.G.T.B. [la CGL belga, socialista] si sottolineò che l’attitudine di coloro che si lasciano trascinare da alcuni irresponsabili [oh, le canaglie!] in materia sindacale può aver per effetto la perdita di certi diritti e un danno finanziario». Furba, la direzione — trovatasi di fronte alla minaccia di un nuovo tentativo di sciopero — ha giudicato, essendo venerdì, che era meglio non intervenire con atti di forza «sperando che un week-end di riflessione appianasse il contrasto», evidentemente con l’aiuto dei persuasori occulti della FGTB.
Così, fra l’indegna minaccia di «danni finanziari» agitata dai bonzi e il «week-end di riflessione» sul licenziamento dell’«irresponsabile», l’agitazione si è spenta. E poi dovremmo non sentirci ribollire il sangue contro i pirati del collaborazionismo!