Miracoli dell’alchimia politica
Categorie: Opportunism, Pacifism, Religion, Stalinism
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La conferenza dei 24 «partiti comunisti ed operai d’Europa» a Karlovy Vary è stata tutta un inno al riformismo, al pacifismo, al democratismo, al disarmismo. Essa si è rivolta a tutti gli «uomini di buona volontà» esattamente come fa Santa Madre Chiesa: «Noi ci rivolgiamo in primo luogo alla classe operaia, poi ai contadini, ai Partiti socialisti e socialdemocratici, alle forze cristiane, ai cattolici, ai protestanti, ai credenti di tutte le confessioni, agli uomini di lettere, delle arti, delle scienze, a tutti gli intellettuali, alle giovani generazioni, alle donne, ai gruppi della borghesia pronti ad accettare una politica di sicurezza europea, a tutte le forze pacifiche, a unirsi e a sviluppare in tutti i Paesi, e su scala continentale vaste campagne e azioni di massa, per esigere provvedimenti pratici, immediati, per la sicurezza collettiva».
Per essa, la lotta contro la guerra non ha nulla a che vedere con l’azione rivoluzionaria di classe: lungi dal tendere alla guerra civile, essa mira anzi alla realizzazione di un blocco fra le classi e fra gli Stati. Il suo ideale è il «riconoscimento e l’inviolabilità delle frontiere» (povero Turati, con le sue «frontiere maledette»), un accordo inter-statale che «escluda il ricorso o la minaccia del ricorso alla forza», la convocazione di una «conferenza degli Stati europei» per la sicurezza. Merita commenti, una simile broda che neppure MacDonald o Briand avrebbero potuto offrire più stantia a un mondo insanguinato?
Val tuttavia la pena di sottolineare la conclusione di un discorso di Gomulka: «Sebbene vi siano nell’ultima enciclica papale delle affermazioni che non possiamo condividere, essa rappresenta, nel complesso, una evoluzione della dottrina sociale della Chiesa e può costituire una base per una azione comune dei comunisti e dei cattolici per assicurare all’umanità tutta il pane e la pace».
Questo, almeno, si chiama parlar chiaro. Come la scienza vanta la possibilità di trasformare in cibo le sostanze apparentemente più lontane dal mondo organico, così l’opportunismo scientificamente progredito e ammodernato si dispone a trarre dall’acqua benedetta il pane, e dai ramoscelli d’olivo pasquale la pace. Roma e Mosca, religione e «comunismo» modello Cremlino, marciano in perfetta armonia su di una piattaforma — anzi, passerella — comune. A quando Paolo VI sulla Collina dei Passeri?