La tessera del pane conquista democratica
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A qual punto di tradimento siano giunti gli opportunisti che dirigono la CGIL e come essi concepiscano ormai il sindacato come una organizzazione corporativa, ci è indicato chiaramente da un volantino diffuso dalla FIOM agli operai di Viareggio nel febbraio scorso, in cui si parla della necessità di firmare le famigerate deleghe sindacali. Il nostro partito ha detto chiaramente che le deleghe rappresentano un vero e proprio tradimento ai danni degli operai perché sottomettono praticamente il sindacato alle direzioni aziendali facendo dipendere da queste il suo finanziamento e distruggono l’autonomia organizzativa del sindacato operaio. Ma il volantino è interessante perché in esso è chiara la tendenza dei dirigenti sindacali a fare dell’iscrizione al sindacato una vera e propria tessera del pane, cioè a rendere obbligatoria, secondo il migliore stile fascista, l’iscrizione al sindacato. Si dice infatti nel volantino:
«Ogni lavoratore deve essere organizzato, il nostro direttivo ha deciso di assistere solo gli organizzati.
«Vorremmo invitare i lavoratori a leggere la sentenza della Corte suprema di Cassazione, che dice… la corte suprema di cassazione ha emesso una interessante sentenza nella quale ha stabilito che i contratti collettivi di lavoro e le norme in essi contenute non possono essere invocati dai lavoratori se essi non sono iscritti alle organizzazioni sindacali stipulanti, anche se il datore di lavoro è regolarmente iscritto all’associazione padronale. In altre parole la sentenza stabilisce, almeno sul piano giuridico, che il lavoratore per invocare il trattamento previsto dal contratto di lavoro deve essere iscritto al sindacato, in caso contrario non può essere tutelato nei suoi diritti… Ci pare che ogni commento sia superfluo. Invitiamo pertanto tutti i lavoratori a riflettere seriamente sul giudizio di questa sentenza».
Anche a noi sembra che ogni commento sia superfluo e invitiamo anche noi i lavoratori a riflettere. Dove stanno portando la CGIL rossa i dirigenti opportunisti? Essi chiedono l’iscrizione dei lavoratori al sindacato avvalendosi di una sentenza dello stato borghese, di quel medesimo stato che bastona gli operai in sciopero e che nega loro un qualsiasi miglioramento delle loro condizioni. Invece di opporsi ad una manovra che tende a privare di ogni diritto gli operai non iscritti al sindacato facendone dei paria in completa balia del padrone, si invitano gli operai ad aderire al sindacato non sulla base della loro volontà di organizzarsi e di lottare contro il padrone, ma sulla base della costrizione, imposta dal peggior nemico della classe operaia: lo stato capitalistico.
Sì! Anche noi chiamiamo gli operai a riflettere, ma a riflettere sulla necessità di sbattere fuori dal sindacato operaio i dirigenti opportunisti e traditori che sognano solo di fare del sindacato una organizzazione statale e di sé stessi dei ben pasciuti funzionari dello stato borghese. Diventa più che mai urgente e necessario per tutti i lavoratori, indipendentemente dalle loro opinioni politiche, adoperarsi alla realizzazione della parola d’ordine lanciata dal nostro partito: RISORGA NELLA CGIL UN’ALA RIVOLUZIONARIA CHE RIPORTI IL SINDACATO ALLE SUE TRADIZIONI DI CLASSE E ALLA LOTTA APERTA CONTRO I PADRONI E IL LORO STATO!