Guerra alle donne!
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Nel Giornale d’Italia del 24 novembre 1922 a pagina 5 un maestro elementare, certo Cecconi Antenore insegnante nelle scuole di Roma, in un breve articolo espone i metodi unici, secondo lui, atti a rimediare alla vasta disoccupazione maschile tra la classe dei maestri, Questi metodi, manco a dirlo, sono riassunti in queste tre parole Guerra alle donne! Infatti, notando come l’80 per cento del personale insegnante nelle scuole elementari sia femminile, egli, con santo sdegno, dice che bisogna porre un freno a tanta invadenza femminile e, tanto per cominciare si deve proibire l’insegnamento alle maestre maritate (perché quando una donna ha marito ha il sacrosanto dovere di attendere soltanto ad accomodare i buchi delle calze del proprio illustre consorte e di cucinare) e di pagare le maestre. ancora nubili meno dei maestri, perché mentre un uomo ha diritto di comprarsi una cravatta di seta e di andare al caffè o al cinematografo, una donna non deve permettersi questi lussi e per una donna basta quindi guadagnare qualche cinque o sei lire al giorno e non più che bastano per il mangiare senza
ricercatezza e vestire senza eleganza.
Prima nessun uomo aveva per ideale quello di diventare maestro elementare o per lo meno pochi, perché i maestri elementari erano pagati in modo irrisorio. L’insegnamento delle prime nozioni, perciò, era quasi un lavoro di donne come lo spazzare e il lavare i piatti.
Quando, però, gli stipendi alle maestre furono aumentati, diversi uomini presero la professione del maestro, e, ora che siamo in tempo di carestia, anche far la maestra sta diventando una cosa da uomo, una di quelle cose che una donna onesta che si rispetti non deve fare. Ma per ora, almeno, si ha il coraggio di dire che le donne non devono esser maestre unicamente per interesse dei maestri uomini.
Ancora nessuna proibizione di carattere morale inibisce alla donna questa professione. Ammettiamo però, per un momento che il signor Cecconi Antenore ottenga il suo scopo e riesca a cacciar tutte le donne (tutte è evidente: per ora le maritate, per serbare un barlume di legittimità, poi, col tempo, anche le ragazze che già fin da ora avranno uno stipendio inferiore ai colleghi uomini) in modo che non vi sia più una donna insegnante, e tra qualche decina d’anni si sentirebbe dire da tutte le persone per bene che la donna non è adatta a far la maestra elementare, professione alla quale solo un uomo può aver diritto; perché un uomo è più intelligente è più energico è più giusto etc. Proprio come ora si sente dire che la donna non è adatta a far la dottoressa (oh! scandalo una donna certi studi, e poi non ha l’intelligenza bastante), o l’avvocatessa, la conduttrice di tram o la farmacista o la lavorante in una fabbrica, Queste, sicuro son cose che non si dicono a una donna per bene e poi la donna è debole, è senza intelligenza e soprattutto perde la sua purezza la sua grazia, la sua femminilità, la sua ingenuità se lavora fuori di casa.
Ma come non accorgersi che tutto il cumulo di pregiudizi morali che ci legano, altro non sono se non parole altisonanti create e dette solo per respingerci dalla vita e tenerci avvinti alta morte della schiavitù nostra secolare? Come non convincersi che se tutti i lavori disadatti è quasi vergognosi per una donna sono per l’appunto quegli unici che vengono remunerati (poiché cucinare è da donna ma fare il cuoco in un albergo è da uomo, cucire è da donna, ma fare il sarto è anche da uomo, lavare è da donna ma fare l’operaio in una lavanderia è da uomo etc…) ciò vuol dire che non c’è lavoro da donna, lavoro da uomo, ma c’è solo lavoro con paga e lavoro senza paga, il quale ultimo è obbligata a farlo la donna perché, essendo schiava non può ribellarsi?
E come non si accorgono i combattenti che valendosi del loro diritto di più forti e cacciando la donna dalla scuola come l’hanno cacciata dai tranvai e dalle officine e dalle poste non fanno altro che commettere una nuova ingiustizia senza rimediare neppure ad uno degli infiniti mali sociali? Quando un centinaio di maestri che ora muoiono di fame avranno il posto che avrete ottenuto?
E tutti gli altri? e tutti coloro che la guerra ha rovinati fisicamente?
Ma perché invece di pigliarvela con le donne non ve la pigliate p. es. col governo che non vuole impiantare tante scuole di più? E si che gli analfabeti non mancano. Ma, perché non volete vedere che solo scalzando la società dalle radici si potrà togliere il marcio??