Partito Comunista d’Italia (Sezione dell’Internazionale Comunista)
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Lavoratori! Compagni!
Il ripetersi di tragici avvenimenti dimostra che è ben lungi dall’arrestarsi l’offensiva reazionaria delle bande armate borghesi. Le violenze del fascismo, la reazione, larvata o aperta dell’autorità statale, non sono che uno degli aspetti del movimento generale antiproletario che nel campo economico si manifesta con il tentativo di ridurre il salario agli operai e inasprire le condizioni di lavoro con licenziamenti e serrate, attraverso tutta la campagna di insidie e di violenze contro le organizzazioni dei lavoratori.
Più volte il nostro Partito ha dichiarato innanzi alle masse come tutto questo confermi la irreparabilità della crisi della società presente che spinge la stessa classe dominante a provocare e sfidare il proletariato all’urto supremo.
Dinnanzi al moltiplicarsi degli episodi di aggressione borghese, il Partito Comunista riconferma così questa visione generale della situazione e come la tattica di cui i suoi militi già hanno, – tradotta e traducono in atto – la parola d’ordine: rispondere colpo per colpo, con tutti gli stessi mezzi dell’avversario, combattendo l’invocazione ipocrita e la perniciosa illusione del ristabilirsi nei quadri delle attuali istituzioni, dei rapporti pacifici di convivenza delle opposte classi sociali, denunziando le pretese pacificazioni come atti di complicità con i dominatori e con gli aggressori.
Nello stesso tempo il Partito Comunista addita al proletariato, come unica via di uscita da una situazione che ogni giorno più si inasprisce ai suoi danni e che deve essere affrontata nella sua complessità di fatto economico, sociale e politico, l’azione di tutto il proletariato, condotta realizzando il fronte unico di tutte le categorie e di tutti gli organismi locali della classe lavoratrice. A tale scopo, mentre ci atteniamo al nostro programma politico che stabilisce i capisaldi della lotta di emancipazione proletaria nell’abbattimento dello Stato borghese e nella instaurazione della dittatura proletaria, abbiamo, per mezzo del Comitato Sindacale Comunista, proposto i chiari termini gli obbiettivi di un’azione di tutto il proletariato italiano, da perseguirsi con la proclamazione dello sciopero generale di intesa fra i grandi organismi nazionali sindacali. Il preciso invito da noi rivolto alla Confederazione del Lavoro, all’Unione Sindacale e al Sindacato Ferrovieri Italiani per la convocazione dei loro Consigli Nazionali per discutere la precisa proposta comunista e impostare, d’accordo tra loro, l’azione generale del proletariato, mentre ha sollevata ampia eco favorevole tra le masse, non è ancora riuscito a scuotere i dirigenti.
Il nostro Partito concreta in questa proposta il programma d’azione immediata del proletariato. Gli avvenimenti che incalzano ne mettono in evidenza la giustezza e la efficacia. Gli altri partiti che si richiamano al proletariato e soprattutto il Partito Socialista, oggi colpito, malgrado le sue proposte di disarmo ideale e materiale, atrocemente nella persona di un suo deputato, non esprimono alcun parere sulla nostra proposta; né d’altra parte prospettano altri programmi di azione proletaria.
Lavoratori!
Le gesta sanguinarie delle guardie bianche, che sollevano l’onda della vostra indignazione, mentre lo spettro della fame incombe su voi e sulle vostre famiglie, vi inducano a guardare in faccia la situazione.
Convocatevi nei vostri organismi per discutere ed accettare la proposta del Comitato Sindacale Comunista.
Chiedete la convocazione dei Consigli Nazionali dei grandi organi proletari economici per deliberarne l’attuazione.
Esigete dai partiti e dagli uomini politici che vi parlano degli interessi dei lavoratori sfruttati, oltraggiati e aggrediti, che si pronuncino chiaramente sullo scottante problema, che dicano il loro pensiero sull’azione che deve svolgere il proletariato.
La vostra salvezza è solo in un’azione generale diretta delle masse, che non si prefigga un’assurda conciliazione dei vostri interessi con quelli della borghesia ma la lotta a fondo contro di questa: non il ristabilimento, ma l’abbattimento dell’ordine legale borghese.
Solo così vi salverete dalla fame, dalla reazione, dall’oltraggio, dall’aggressionc che oggi infierisce contro di voi.
Viva l’azione generale di tutto il proletariato contro l’offensiva capitalistica verso la finale vittoria rivoluzionaria!
IL COMITATO ESECUTIVO