Partito Comunista Internazionale

Gli anarchici santificano B. Croce. Pt.2

Categorie: Anarchism, CNT, FAI, Spanish Civil War

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Solo chi era in possesso del metodo marxista, non staliniano (cari dell’Umanità Nova, non bariamo), poteva capire nel luglio del 1936, in terra di Spagna, che il governo repubblicano demo-anarco-stalinista continuava e conservava le basi sociali del più fetente capitalismo, così come il governo fascista di Franco. Solo gente infarcita di idealismo poteva, e può tuttora, non vedere che libertà demo-parlamentare e totalitarismo monopartitico sono entrambi conciliabili con il capitalismo, che è lavoro salariato, mercantilismo, accumulazione del capitale. Solo gente piena di pregiudizi borghesi, come gli anarchici, non può capire che la dittatura può servire egualmente una classe reazionaria e una classe rivoluzionaria, che insorge per spezzare i rapporti di produzione che la rendono schiava, ignorante, persino ributtante.

Proprio questo non capirono i dirigenti della F.A.I. (Federazione Anarchica Iberica) e della C.N.T. (Confederazione Nazionale Lavoratori controllata monopolisticamente dagli anarchici), i quali, appena videro Franco agitare il bandierone nero della dittatura non seppero fare di meglio che correre nelle braccia degli esponenti sotto altro nome e forme dello stesso identico regime capitalista spagnolo ed internazionale. Oggi si accorgono di essere stati fessi allora. Ma lo sarete sempre, carissimi, finché non comprenderete che la puttana libertà dei borghesi, estrinsecantesi nelle forme democratiche e parlamentari, non solleva affatto di un millimetro il giogo sociale imposto al salariato, non lenisce affatto la feroce dittatura che si esercita, ogni ora, ogni momento, allorché l’operaio entra nella fabbrica, sprema la sua forza di lavoro, e ne viene buttato fuori, essendo padrone, tra tutto ciò che ha prodotto, solo della minima quota di beni che si chiama: salario. Il salario, ecco la schiavitù, ecco la base dello Stato capitalista. Se cessaste di incensare i Croce di tutto il mondo, queste cose potreste pure arrivare a capire, invece di baloccarvi con i concetti di Libertà, di Autorità, di Anarchia. Se, putacaso, l’Italia diventasse una Corea, siete proprio sicuri di non ripetere «il grande errore» del luglio 1936 arruolandovi nel campo avversario della «statolatria russa», cioè contro i vostri alleati e colleghi di governo di ieri l’altro? Noi siamo immunizzati contro questo pericolo, poiché siamo in grado di capire che, con l’aggiunta del monopartitismo, che poi non è più puzzolente delle ipocrisie del «mondo libero», il regime russo non si diversifica socialmente, perché capitalista esso pure. Ora chi vuole lottare per la Rivoluzione non cercherà di colpire la dittatura, ma solo il capitalismo. E non dite che è poco…

Mentre innalzate alla gloria degli altari, che dite di voler distruggere, San Benedetto Croce, voi altri nemici dell’Autorità esecrate Marx, e il materialismo storico. Scoprite che i lanzichenecchi di Stalin fanno impallidire con i loro processi la fama di Torquemada. Ma costui non bruciava i corpi per salvare gli spiriti? Non era un nemico del materialismo, un fanatico dell’idealismo sotto forma teista, cioè un cervello che ragionava con gli stessi fondamentali criteri (a voi le sottili distinzioni) di Benedetto Croce e di Giovanni Gentile, idealisti entrambi in filosofia, liberali l’uno e fascista l’altro in politica?

Noi restiamo con Marx. Vogliamo bruciare la cultura borghese, ivi comprese le ideologie sulla Libertà, perché il mondo sia purgato dal capitalismo. Ce ne fottiamo dei «diritti dello spirito» di cui parla Damiani, e che sono poi i diritti dei borghesi, dato che il proletariato in regime borghese non ha diritto a quella che si chiama la «vita dello spirito», cioè alla cultura.

Post-scriptum

Luterani della religione marxista, salamelecchisti del proletariato, comunisti puri, nostalgici del terrore rosso, maomettano-marxisti, francescani del dio Carlo Marx, ecc., sono gli epiteti che vorrebbero suonare ingiuria, con cui il libero pensatore U. Consiglio, capintesta di Umanità Nova sfoga una spettacolare incazzatura di fine d’anno, procuratagli, qui sta il bello, dalla prima puntata di questo articolo. Figuriamoci che gli succederà leggendo il resto! Poi dice che gli riusciamo noiosi! Se abbiamo il potere di suscitare l’anarchia… nella sua cistifellea e trasformargli il sangue in bile, vuol dire che il democratico che ci legge, sia pure per ragioni professionali, ne riporta sensazioni molto più acute che la noia. La verità è che gli anarchici, i nemici dello Stato, si sentono bruciare qualcosa, e molto forte, quando gli si rinfaccia la loro partecipazione al governo antifascista di Madrid, responsabile esso pure di tutte le gentili azioni che competono ai governi, e cioè incarceramenti, fucilazioni, violenze, ecc. Ed ecco, il solito Umberto Consiglio confessare di avere un «debole» per Lenin non estensibile però, bontà sua, al Lenin capo dello Stato proletario. Ma ci faccia il piacere codesto epigono denicolinizzato! Avete fatto i ministri e gli uscieri di uno sporco governo democratico-borghese, voi i furenti odiatori degli «uomini di Stato», siete stati un pelo dei baffi di Stalin e, quel che è peggio, senza rendervene affatto conto da quei fessi che siete, e osate… Auff.

La questione che il direttore di Umanità Nova ha preferito non toccare, e che era proprio quella posta da noi (non siamo noi a compilare articoli con giochetti di parole che vorrebbero essere offensivi, ma fanno solo ridere di cuore) concerneva, come si può constatare, l’atteggiamento di Umanità Nova rispetto all’ideologia di classe della borghesia, cioè l’idealismo. Pariamo il colpo, ribadendo che l’idealismo è comune a tutte le dominazioni di classe che precedettero la borghesia, ma il quesito rimane: gli anarchici sono idealisti oppure materialisti? Il signor Umberto Consiglio preferisce tacere. Molto comodo, molto «non fanatico». Loro, si sa, non sono i «fedeli» di nessuna confessione filosofica, però divinizzano Croce e credono di sfottere (poveretti) Marx. Per prendersi una rivincita qualsiasi, il nostro avversario tira in ballo (e dalli) la repressione della rivolta di Kronstadt. Che c’entra Kronstadt? Visto che ne volete parlare a tutti i costi, vi chiediamo di riflettere contro quale materiale sociale i Ministri anarchici spagnoli scagliavano i generali alla Lister, alla Tito, alla Modesto, armatissimi di mitragliatrici ed aerei. Li abbiamo visti partire dall’Italia: erano i morti di fame, i disoccupati, i proletari agricoli, reclutati per un tozzo di pane dal Governo fascista. Che erano, borghesi capitalisti forse, o comunità di frati? Erano proletari. Ingannati e corrotti dalla reazione, d’accordo. Ma non avete sparato, non siete andati alla baionetta contro costoro? Con la differenza che i proletari in divisa falangista assolvevano, come quelli in divisa libertaria e repubblicana, un compito borghese, mentre le truppe bolsceviche scagliate contro Kronstadt in rivolta si sacrificavano per la rivoluzione.

Per concludere, l’atteggiamento persecutorio di Umanità Nova contro i «deviazionisti» dei Gruppi anarchici di Azione proletaria, basta da solo a dimostrare quanta ipocrisia clericale si nasconda dietro le frasi liberaloidi (e ridicole) scagliate contro l’intolleranza ideologica e il fanatismo. Proprio coloro che ci accusano di «maomettanismo», sono gli stessi che da un pezzo si scagliano ferocemente, fanaticamente, loyolescamente contro i loro stessi compagni, accusati di infettare di marxismo il vangelo anarchico. Li hanno scacciati dalle loro file, li fulminano con bolle di scomuniche, li deridono, li insultano, li minacciano. Qui sta la sporcizia, nell’ipocrisia. Noi invece non ci preoccupiamo affatto di nascondere ciò che pensiamo, diciamo apertamente che la libera convivenza delle classi e delle ideologie è una truffa, propugniamo senza rossori finti l’impiego della dittatura e del terrore rosso, diciamo apertamente che quando conquisteremo il potere (benché U. Consiglio creda di sfotterci su questo punto) adopereremo senza esitazioni la famosa «scopa di ferro» di cui Trotsky disse che la Rivoluzione si serviva contro i suoi nemici. Fortunatamente, gente che non ha idee solide, ma si pasce di un debosciato scetticismo eclettico, sarà la prima a scomparire. Noiosi, cara Umanità Nova, sappiamo di esserlo per gli avversari, ma ipocriti no. Prova anche tu ad essere meno brillante (fumettisticamente parlando) e un tantino più onesto…