Partito Comunista Internazionale

Caro-seduta

Categorie: Electoralism, Italy

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Tamponate le falle della logorrea, raccolte le palline di votazione, medicata la testa bernoccoluta di qualche onorevole, l’ostruzionismo social-comunista alla Camera è finito melanconicamente, come la battaglia di Don Chisciotte contro gli otri. Era da prevedersi. Il fatto nuovo doveva verificarsi poi. Molta gente, negli scorsi giorni, ha sinceramente temuto che gli onorevoli deputati dell’opposizione avrebbero trasformato l’ostruzionismo… in rivoluzione, imitando certi rivoluzionari democratici dell’800 i quali sapevano mettere su una rivolta ed innalzare le barricate all’uscita da un teatro. Purtroppo, i tardi epigoni del giacobinismo togliattiano sanno soltanto trasformare il già tanto screditato baraccone di Montecitorio in teatrino da opera dei pupi, con la differenza che i duelli tra gli arterioslerotici parlamentari sono molto meno appassionanti delle singolar tenzoni fra Orlando e Ferraù…

Il fatto che ha degnamente concluso la già dimenticata e insignificante partita a zecchinetto che lo sgonfionismo montecitoriano ha classificato sotto la voce di «grande battaglia», è degno dell’ambiente. Gli onorevoli deputati hanno creduto di doversi aggiudicare una gratifica straordinaria (oltre il normale stipendio) di L. 150.000 a testa, meglio sarebbe dire a zucca. Il totale fa, essendo 574 gli onorevoli, più di 86 milioni di lire. Avversari e sostenitori dell’ostruzionismo si sono trovati dunque d’accordo nel sentirsi duramente provati dalle estenuanti battaglie verbali, e bisognosi di congruo sussidio. Parlare più o meno a vanvera, in ogni caso a scopo ciurmatorio è il loro mestiere, ma che lavorassero a cottimo non lo sapevamo. Democristiani e stalinisti, socialisti e saragattiani, monarchici e repubblicani, benché contribuissero in misura diversa a inondare di vuote chiacchiere la penisola, si sono trovati in perfetto accordo nel bussare ai denari. L’ostruzionismo ha fruttato a tutti.

Noi sosteniamo la tesi che il capitalismo è modo di produzione e ordinamento sociale da demolire non perché riteniamo che produca poco, ma al contrario, che sperperi troppo, distruggendo follemente forze produttive. I fiumi di chiacchiere vomitati dagli altoparlanti montecitoriani valevano 86 milioni di lire. Con tale somma, che cosa di utile si poteva fare? Indiciamo un concorso aperto a tutti i lettori per saperlo.