[RG-7] Uno schema della riunione di Forlì
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Nel nostro Bollettino interno sono finora apparse in esteso solo le relazioni delle riunioni di Roma (aprile 1951) e Napoli (settembre 1951) e in queste colonne fu data la parte finale di quella di Firenze (dicembre 1951). Restano da diffondere quelle di Napoli (aprile 1952) e Roma (luglio 1952) e quella molto importante di Milano (settembre 1952) sulla invarianza della teoria rivoluzionaria nel ciclo storico della classe.
Non meno notevole è la relazione di Forlì, e non meno grave sarà il lavoro per darne un testo completo, mentre è noto che il nostro movimento troverà a fatica i mezzi per la produzione e diffusione di tutto il vasto materiale.
Abbiamo trovato utile, dopo il resoconto qui pubblicato, diramare in circolare interna uno schema di quanto fu detto a Forlì, assai riassuntivo e tratto da una trama che il relatore passò ai compagni della segreteria, e da alcuni appunti degli stessi, il tutto ancora da sviluppare e riordinare. Lo schema ha il solo scopo di fornire ai compagni presenti all’esposizione, che tutti la seguirono con estrema attenzione e di cui molti presero ampi personali appunti, la riesposizione del tema nelle riunioni locali dell’organizzazione.
Ne riportiamo, poiché ci pare assai chiarificatrice per l’impostazione generale, la conclusione, concernente il programma economico immediato della rivoluzione proletaria, che ha suscitato il massimo interesse nei compagni:
«L’importanza di questo programma di rivendicazioni che saranno seguite storicamente dalla costruzione del socialismo e in terzo luogo dallo stadio superiore del comunismo integrale, non è nella “attualità”, poiché, sebbene per esse siano mature le economie dei paesi occidentali, non è matura la premessa politica della conquista del potere da parte del proletariato, controllato da traditori del marxismo e del classismo.
«L’importanza sta nella dimostrazione che in Russia quel potere è all’opera in direzioni opposte, e quindi è potere capitalistico e attuatore di capitalismo – coerentemente si è disinteressato della rivoluzione europea e mondiale, sola base per passare in Russia allo stadio di transizione al socialismo. Sta inoltre nella dimostrazione che, in controsenso a questo programma, il solo rivoluzionario e marxista, di attuazioni immediate, stanno tutte le rivendicazioni dei partiti stalinisti in occidente, confermando così che anche nei rispettivi paesi la loro politica sociale è riformista, controrivoluzionaria e conservatrice di un capitalismo ivi completamente sviluppato da decenni, e non – come in Russia – socialmente ancora da sviluppare.
«Sempre sono i corrotti più triviali dei corruttori».