Partito Comunista Internazionale

Il teatro dei pupi

Categorie: Italy

Questo articolo è stato pubblicato in:

Si legge in Documenti (numero di gennaio-febbraio) – e si tratta di una pubblicazione della Presidenza del Consiglio – che la nuova fase della politica economica italiana consiste nella « lotta per la maggior produzione e contro le difficoltà strutturali » dell’economia nazionale. Non c’è che dire, il governo è tempista.

Con olimpica fermezza, esso annuncia d’essere in lotta per una maggior produzione nell’atto stesso in cui la cronaca dei giornali si infittisce di liquidazioni, fallimenti, dissesti, chiusure parziali e totali di stabilimenti; in cui le statistiche ufficiali timidamente informano che l’incremento economico generale è in preoccupante declino rispetto agli anni precedenti e diverrebbe addirittura crollo se non ci fossero le forniture militari; in cui, dopo essere stato all’avanguardia nella liberalizzazione degli scambi, il carrozzone governativo si accorge che l’O.E.C.E. è in crisi, che i Paesi alleati non solo non riducono ma rafforzano le restrizioni al commercio d’importazione, e accentuano, con una politica di sussidi, la concorrenza delle loro esportazioni sul mercato italiano. Con olimpica serenità, vorrebbe farci credere di aver preso d’assalto « difficoltà strutturali » che, fra l’altro, esulano dal quadro delle sue possibilità obiettive, perché sono di ordine europeo ed internazionale.

Ma tant’è: siamo di carnevale, e mai carnevale è stato celebrato con più slancio e con maggiore impegno nelle tre « fasi » della ricostruzione economica italiana. Si sa che il governo profonde annualmente cifre astronomiche a sostegno di compagnie teatrali e d’operetta. Ne ha ben donde: è una solidarietà di categoria. Chi meglio di quel gigantesco teatro dei pupi potrebbe capire le difficoltà dei confratelli?