Partito Comunista Internazionale

Così si sceglie la libertà

Categorie: Opportunism, USSR

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Abbiamo letto su un giornale d’informazione una corrispondenza dal Perù in cui si narra del ricevimento, degno di un signorotto orientale, offerto da Kravcenko al « bel mondo locale » .. Colui che aveva « scelto la libertà » l’ha infatti, con logica nettamente materialistica, trovata nell’unica forma in cui si presenti nel mondo borghese: la forma della merce. E’ divenuto proprietario di monete d’argento grazie agli utili della sua attività di scrittore; appassionato della libertà ch’è sì cara, trova perfettamente coerente col suo credo di « uomo libero » che uomini bianchi o di colore scavino la terra per arricchire il suo piccolo impero finanziario e consentirgli di invitare a cena – col fasto di un rajah – i « bei nomi » dell’aristocrazia.

In verità, ecco un uomo sincero. Invece di declamare vita natural durante sulla libertà dello Spirito, ha tradotto la sua personale libertà in soldoni, ha preso la libertà del capitalismo per quella che è la libertà di sfruttare il lavoro altrui; la libertà di essere padrone di schiavi. Prima l’ha commercializzata con libri e processi; poi l’ha investita dove meglio poteva rendere. Non ha avuto ipocrisie.

Lo preferiamo ai predicatori degli eterni principii e ai missionari delle quattro libertà. Dice chiaro e tondo: « Ho scelto la libertà: faccio l’imprenditore ».