Tutti concordi per rafforzare lo Stato
Categorie: Democrazia Cristiana, Italy, Partito Comunista Italiano
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La Camera ha approvato, il 25 febbraio, l’assegnazione di cinque miliardi di lire, somma ripartita in cinque esercizi successivi, per il rinnovamento del materiale automobilistico e dei natanti della Pubblica Sicurezza. Il Ministro Scelba, prendendo la parola a conclusione della brevissima discussione in aula, spargeva lacrime sullo stato di arretratezza dei mezzi a disposizione della P.S., facendo rilevare che si tratta di materiale antiquato, prelevato dai magazzini di residuati di guerra. Povero Scelba, poveri celerini costretti a circolare per le strade con autoblinde e carri armati vecchi di qualche quinquennio! A noi tali mezzi sono parsi, pure «vecchi e scalcinati», ben temibili con quei loro cannoni spuntanti dalle torrette e con quelle mitragliere ben capaci di abbattere con una sola raffica, non dico un uomo, ma una quercia secolare! La buon’anima di Bocchini, ministro della polizia di Mussolini, non se lo sognava neppure, se si contentava di armare gendarmi e questurini con moschetti calibro 38 e pistole Beretta. Eppure, il governo democratico di De Gasperi si è ritenuto mal difeso dall’odierno armamentario della P.S….
Poiché, almeno in questa materia, non occorre aver letto Marx e Lenin, per sapere contro chi sono puntate le armi della polizia, dato che proprio qualche giorno prima del voto della Camera, Celere e Carabinieri avevano caricato la folla ai cancelli dell’Ilva di Piombino, suscitando lo sdegno (a parole) dell’Unità, si sarebbe potuto pensare che gli onorevoli della sinistra socialcomunista cogliessero l’occasione per dimostrare nell’aula di Montecitorio (pretesa «tribuna di propaganda»), l’avversione che ogni movimento che pretende di essere proletario e socialista deve nutrire per la polizia capitalista. Neanche per sogno. Allorché si è trattato di battersi contro la legge elettorale voluta dal governo democristiano, gli onorevoli mangiapagnotte della sinistra socialcomunista sono stati capaci di ogni eroismo, persino di nutrirsi di panini imbottiti, salvo a fregarsi poi il gettone di presenza di 150.000 lire. Allora i sacrifici avevano un senso, dato che si trattava di difendere la poltrona. Allorché è venuta in discussione la proposta di stanziamento di 5 miliardi per il parco automobilistico della P.S., che dovranno servire cioè a modernizzare le camionette destinate a mettere sotto le folle di operai dimostranti, nessuno dei leggendari lottatori del gruppo parlamentare socialcomunista, neppure Pajetta e neppure Audisio, hanno creduto di scendere sul campo. Eppure, la stessa polizia che Scelba si accinge a modernizzare fece fuori gli operai di Modena e i contadini di Andria, Montescaglioso, Villa Literno, i cui poveri parenti gli svergognati organizzatori di indecenze del P.C.I. condussero nelle tribune di Montecitorio a protestare contro la legge-truffa. Eppure la stessa polizia che aspetta nuove autoblinde e jeeps ammaccò la testa all’on. Ingrao, direttore dell’Unità.
Ebbene, la cosiddetta opposizione socialcomunista non ha né condotto l’ostruzionismo contro l’approvazione dello stanziamento per la polizia, né respinto, in linea di principio, il progetto di legge. Solo si limitava a proporre una riduzione dello stanziamento: ai 5 miliardi voluti dal governo, consigliava di portarne via due. Secondo l’Unità (26-2) 3 miliardi di lire per il potenziamento della polizia sono una spesa contenuta in un «limite ragionevole». Che innalzino Stalin al rango di un semidio passi, che facciano passare il canale Volga-Don per la più ardua opera dell’ingegneria della storia passi pure. Ma non abbiano la faccia da prostitute di andare a contare che lo stanziamento per la polizia serve agli interessi della democrazia fino alla quota di tre miliardi, andando a favore della «reazione in agguato» solo dopo tale fatidica cifra. Poi si lamentano che la Democrazia Cristiana, cioè il partito di governo, abdichi alla linea democratica (già perché fino a quando sono stati al governo gli stalinisti hanno garantito presso le masse del «progressivismo» di De Gasperi) e imbocchi la via dell’autoritarismo. Ma se loro stessi si offrono di rafforzare la polizia!… Pare un controsenso: ma non lo è. Chi si mette al servizio della Patria e dell’indipendenza nazionale non può che osannare alla polizia e all’esercito nazionale. E poi, a giugno si vota… Anche i voti dei confidenti e dei secondini contano. Poveri noi, che tali astuzie dell’elettoralismo non ce le sognamo neppure…