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Categorie: Italy, Korea, Questione Triestina, Zone Internationale de Tanger

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A mali estremi…

Leggiamo in un giornale triestino che il sindaco, esaminando i problemi della disoccupazione, ha dichiarato che questi potrebbero essere risolti con l’introduzione del servizio militare obbligatorio. Evidentemente, la possibilità di arruolarsi come volontari non è sfruttata dai giovani triestini quanto basterebbe a ridurre il numero dei senza lavoro…

Non si capisce, tuttavia, perché il sindaco di Trieste non abbia addirittura proposto, come rimedio radicale, la guerra, – questo supremo lubrificante dell’economia capitalistica, questo mezzo infallibile di riassorbimento dei disoccupati. C’è una lacuna, nella cultura del sindaco di Trieste in fatto di problemi della disoccupazione. Ci penserà qualche altro a colmarla.

Tangeri

Un corrispondente del Corriere della Sera riporta da Tangeri che, al tempo del ponte di Berlino e allo scoppio della guerra in Corea, 5 o 6 miliardi di lire italiane sono emigrate in quel paradiso dove non esistono imposte. Vanoni può tassare i poveracci; i grossi capitali sono in vacanza – e al riparo dal fisco – a Tangeri (a titolo di consolazione, il corrispondente annuncia che quei miliardi hanno tuttavia permesso all’Italia di riconquistare la posizione diplomatica perduta nella città internazionale. «Posizione internazionale», appunto a protezione dei capitali evasi…).

Mirabolante virtù della guerra in Corea. A una parte dei capitali ha consentito di realizzare in patria profitti altrimenti esclusi; all’altra parte di non pagare imposte e di investirsi all’estero. E poi dicono ch’era una guerra inutile…