Partito Comunista Internazionale

Anche su Nitti piangono!

Categorie: Italy, Partito Comunista Italiano

Questo articolo è stato pubblicato in:

Per il movimento operaio – ma non per la memoria di quelli che pretendono di rappresentarlo – Francesco Saverio Nitti è il 1919; è la Guardia Regia – una milizia fascista avanti lettera scatenata contro la classe operaia in movimento – ed è l’abolizione del prezzo politico del pane; è insomma il potere organizzato dello Stato borghese contro il quale mosse le sue battaglie, accanite anche se sfortunate, il proletariato italiano.

Per lo stalinismo – e basterebbe questa opposta interpretazione per caratterizzare l’abisso che lo separa dal corso storico del movimento operaio – è l’insigne statista, l’uomo che sentì le «esigenze popolari», l’avversario dell’imperialismo e della guerra (infatti, era stato ministro delle Finanze nel gabinetto di guerra 1917 e lanciatore del prestito di solidarietà nazionale…). L’Unità se la cava, parlando del 1919 nittiano, attribuendo all’«illustre figlio della Patria» la visione di «una politica interna di rafforzamento dello Stato, senza tuttavia avvertire che una tale politica non poteva aver successo senza il concorso del movimento operaio». Bravi chierichetti: il movimento operaio nel 1919 si volgeva, seppur disordinatamente, al rovesciamento dello Stato; non era ancor venuto Togliatti ad insegnargli che alla creazione del socialismo si lavora… aiutando lo Stato borghese a rafforzarsi. «La politica di Nitti fu certo in questo periodo una politica dura nei confronti del movimento operaio, ma non fu una politica diretta allo schiacciamento delle forze popolari»; proprio così, egregio direttore ex-fascista de l’Unità, tra le «forze popolari» (cioè aggregato di classi) e «movimento operaio» (cioè moto di classe contro classe) c’è rottura, si difendono le prime trattando «duramente» il secondo, e il togliattismo è con Nitti per le prime e con Nitti contro il secondo.

Ma Nitti fu, per acuto calcolo da conservatore democratico, contro l’intervento in Georgia e contro l’impresa di Fiume (solo perché, se avesse sprecato forze militari in avventure esterne, non ne avrebbe avute abbastanza per impallinare all’interno gli operai) e, dopo il 1945, partito dal filo-qualunquismo, è finito nel filo-togliattismo: per gli stalinisti è dunque con le carte in regola. Dalla Guardia Regia all’anticamera delle Botteghe Oscure: non neghiamo a F. S. Nitti un’assoluta coerenza!