Partito Comunista Internazionale

Persia tormentata

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Non vogliamo fare i profeti, né lanciare rivelazioni sui retroscena delle sanguinose giornate di Teheran. Lasciamo questo compito ai gazzettieri borghesi, i quali, d’altronde, non sanno vederci nulla più di un conflitto fra persone, di un intrigo di palazzo, di un gioco di vanità e di ambizioni. Mossadeq e Kashani, Mossadeq e lo scià: amici ieri, nemici oggi; tutto qui.

Non tarderemo tuttavia a scoprire che, dietro queste figure da palcoscenico, si nascondevano forze sociali ben definite, frazioni in lotta della stessa classe dominante travagliata dalla crisi e in cerca disperata di un assestamento; e, dietro queste forze, le lunghe braccia di potenze imperialistiche « rimaste a guardare » per cogliere la occasione, adatta a un intervento, sia esso militare o finanziario o diplomatico. Nessuna di queste « borghesie nazionali » può far da sé, nell’esercizio di un’attività economica basata sui più moderni sistemi di produzione e indissolubilmente legata alle possibilità di sbocco del mercato mondiale: tutte, mentre blaterano d’indipendenza e patriottismo, si puntellano sull’ « odiato straniero ».

Crisi capitalista nell’ambito nazionale, pressione imperialista esterna: ecco i veri attori del fermento regnante nei Paesi semicoloniali.