Partito Comunista Internazionale

Il caro Krupp

Categorie: Germany, Steel production

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Il povero Krupp ci strappa davvero le lacrime. Per punirlo delle sue malefatte, l’Alta Commissione alleata ha deciso di liquidare e smembrare il gigantesco complesso industriale di sua proprietà. Le partecipazioni carbonifere e siderurgiche dei Krupp saranno vendute a membri estranei alla famiglia, sia attraverso una speciale holding, sia direttamente (fra l’altro, un gruppo finanziario francese sarebbe disposto ad acquistarne un buon pacchetto); il ricavato sarà attribuito al capo-famiglia Alfred Krupp, il quale, dopo aver distribuito ad altri membri 11 milioni di marchi ciascuno, si terrà il resto (equivalente a parecchi e svariati miliardi di lire) impegnandosi a rinunciare ad ogni attività nei settori siderurgico, carbonifero e dei minerali di ferro. Come fare a vivere, il povero Alfred Krupp? È vero che potrà investire i suoi capitali in altri rami industriali, magari più redditizi del siderurgico; è vero che potrà investirne una parte in rami siderurgici stranieri (perché non francesi, già che ci siamo?): tuttavia, dobbiamo riconoscere che è, la sua, una bell’umiliazione. Commerciare in prodotti chimici invece che in laminati, profilati e antracite, ohibò! Riscuotere coupons di volgari titoli non siderurgici, oh, che miseria!

D’altra parte, la causa della pace meritava questi e altri sacrifici, e il «premio Stalin» 1953 spetta di diritto, dopo Pietro Nenni, ad Alfred Krupp. Sparito lui dal controllo della siderurgia tedesca, finita la guerra: i capitalisti che ne rileveranno le azioni, sono, come dicono gli staliniani, «capitalisti onesti», magari partigiani della pace e frequentatori dei relativi congressi internazionali. Possiamo dormire tranquilli. Sia lodata la generosa rinuncia di Alfred Krupp a scatenare il terzo conflitto mondiale.