Partito Comunista Internazionale

Bombe elettorali

Categorie: Antifascism, Electoralism, Italy, Opportunism, Partito Comunista Italiano

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Baruffe a Trieste: dimostranti missini feriti dalle loro stesse bombe e caduti al grido di «viva l’Italia». Baruffe a Roma: missini e comunisti alle prese davanti all’altarino di Stalin.

Cose serie? Niente paura: siamo all’antivigilia elettorale.

La polizia – cioè il governo locale o nazionale – si è distinta in entrambi i casi per la sua «moderazione», o, in altre parole, per la sua assenza. Perché, infatti, sarebbe dovuta intervenire? Si fosse trattato di operai licenziati o di contadini cenciosi, l’economia in jeeps e sfollagente sarebbe stata deliziosa; ma qui si trattava di bravi figli di papà, di giovani un po’ esuberanti ma ben vestiti, e la baruffa, tutto sommato, andava a esclusivo vantaggio della Patria e del suo regime parlamentare.

Ve le immaginate, infatti, le elezioni nella morta gora di oggi, nella povertà di idee e di convinzioni ch’è il denominatore comune di tutti i raggruppamenti politici? Eh no, un sasso gettato sullo stagno è come il lubrificante per un ingranaggio arrugginito. Meglio ancora se il sasso è una bomba.

Nessuno ci perde; tutti ci guadagnano. I missini, l’aureola del martirio irredentista. I socialcomunisti, uno spauracchio da agitare. Il governo, il ritorno all’ovile dei benpensanti. Tutti, un’iniezione di attivismo. Per le bombette ad uso elettorale, non è richiesto il porto d’armi. Non c’è rastrellamento, per i depositi di polvere da scheda.