Partito Comunista Internazionale

Multe e… stalinismo

Categorie: Life of the Party, Partito Comunista Italiano, Stalinism

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Nella città di Forlì, come del resto in ogni altra città della nuova repubblica, costruita con la collaborazione dei partiti di massa, che si autodefiniscono proletari, la unione fra i vecchi collaboratori deve necessariamente continuare; non vi sarebbe alcun motivo di rompere oggi la sacra unione di ieri. Perciò è del tutto logico, tanto per ricordare un fatto particolare, che poliziotti e guardie rosse montino insieme di sentinella la salvaguardia del privilegio borghese. Così come è perfettamente logico che vigili urbani di marca e provenienza stalinista tutelino l’ordine pubblico e magari la perfetta viabilità contro qualunque trasgressore. Il fine supremo diviene quella tutela, contro chiunque attenti al bene da loro difeso, non importa se il disattento «violatore» di un semaforo posto all’incrocio di due deserte vie sia un proletario disoccupato, il quale è ben tenuto, prima che a mettere qualcosa sotto i denti, a pagare la multa trionfalmente impostatagli dal vigile stalinista in agguato! Di che lamentarsi? È soltanto necessario riconoscere le vere e reali funzioni di uomini e di partiti.

Accadde che il nostro compagno non volle pagare la multa: spiegò che non aveva un soldo, che il semaforo era stato sì violato, ma che la violazione del suo stomaco è all’origine di questo… terribile delitto e che se avesse avuto l’automobile e lo stomaco pieno avrebbe certamente potuto far convergere tutta la sua attenzione sullo splendido disco rosso. Nulla da fare: gli zelantissimi tutori della viabilità hanno brancato la loro preda e non la mollano: la minacciano, anzi, finché il nostro compagno, solo contro molti, reagisce e ne nasce il tafferuglio con conseguente arresto, processo, condanna.

L’urbano vigile staliniano può sorridere soddisfatto, può congratularsi con se stesso per tali mirabili prodezze: noi riconosciamo che è giusto che così sia. Il compito di ogni buon staliniano è quello di «criticare» democraticamente il governo nero e però di servirlo devotamente per il suo personale tornaconto e per quello dei suoi padroni: purché il proletariato ne esca sconfitto, in qualunque occasione, non importa se importante o trascurabile, la suprema legge di difesa dell’ordine borghese sarà rispettata: e questo è ciò che conta.