Partito Comunista Internazionale

Economia capitalistica

Categorie: Capitalist Wars

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Quanto costa una portaerei? Il gen. Valle, che da settimane sta conducendo sul Tempo una insistente campagna per la riattivazione dell’industria aeronautica nazionale, è partigiano della scuola di alta strategia che considera le portaerei come un’arma superata, sia per le velocità enormemente superiori degli aerei basati a terra rispetto a quella delle mastodontiche basi aeree galleggianti che sono appunto le portaerei, sia per la sopraggiunta invenzione dell’arma atomica. Egli, in conseguenza delle sue esposte vedute, sostiene con i suoi amici la tesi della priorità dell’aviazione sulla marina, e delle basi aeree terrestri sulle lente portaerei. Per corroborare di dati la sua tesi, che è poi una delle opposte tendenze esistenti negli Stati Maggiori del mondo, il generale ci informa sul costo delle portaerei di 60.000 tonnellate e precisamente della «Forrestal» e della «Saratoga», che saranno pronte ad entrare in linea rispettivamente alla fine del ’54 e del ’55.

Le due unità, dice il gen. Valle, costano ciascuna – a vuoto – 130 miliardi di lire e, aggiungendovi il costo delle cento navi di scorta, protezione e rifornimento, necessarie al loro esercizio, si giunge alla cifra di 1600 miliardi di lire. Se vi pare poco, rassicuratevi; altre otto sono preventivate. Un facile calcoletto istruisce sul costo complessivo della flottiglia: 16.000 (sedicimila) miliardi di lire. Ma non crediate che il gen. Valle si scandalizzi per l’enorme dispendio di forza di lavoro e di materie prime. Egli e i suoi amici dello Stato maggiore vorrebbero che trionfasse nel Governo americano la tesi di coloro che vorrebbero dedicare la stessa somma, magari centuplicata, al potenziamento dell’aviazione di base a terra. Gli economisti e i generali non sanno «economizzare» diversamente.