Partito Comunista Internazionale

La “mungitura su giostra”

Categorie: Agrarian Question

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Nelle grandi aziende agricole, condotte con criteri prettamente capitalistici, e specialmente in quelle attrezzate per l’allevamento del bestiame, la mungitura costituisce una operazione produttiva che, se fatta a mano, richiede un forte impiego di mano d’opera, e quindi un’alta spesa in salari. Messi di fronte all’imprescindibile problema dei costi, gli imprenditori seguono il criterio ormai immutabile di meccanizzare il lavoro, anziché ridurre i salari. Come del resto avviene nell’industria, ove l’aumento della produttività per introduzione di mezzi meccanici permette di ridurre la massa degli operai occupati, sostituiti in parte dalle macchine, e, nello stesso tempo di mantenere, anzi di aumentare, i salari degli operai rimasti a carico dell’azienda. Nell’agricoltura, fino a quando non furono inventate le mungitrici meccaniche, il problema della riduzione dei costi, in questo importante settore agricolo, rimase insoluto, perché è praticamente impossibile ricorrere alla decimazione pura e semplice della mano d’opera, quando non esiste un mezzo meccanico che rimpiazzi gli operai licenziati. Ma oggi la tecnologia ha superato persino la mungitrice meccanica, permettendo un risparmio sulle spese salari (che in regime capitalista significa disoccupazione e miseria delle famiglie operaie) di gran lunga maggiore. È stato infatti inventato, e funziona già, un apparecchio che munge 300 vacche all’ora.

Ricaviamo dal giornale economico 24 Ore: « Negli Stati Uniti, nel Canada, in Olanda, Danimarca, Inghilterra, Australia, paesi in cui la produzione del latte ha un’importanza non trascurabile nell’economia agricola, sono andate diffondendosi rapidamente le mungitrici meccaniche, ogni giorno perfezionantisi in questo o quel dettaglio. Ove però la mungitura riguarda un numero notevole di vacche, e in serie meglio si adatta, si è pensato di farvi partecipare, per un’economia ancora più spinta del lavoro umano (leggi: riduzione dell’impiego di mano d’opera) le vacche stesse, in quegli atti che possono essere compiuti da loro senza che il mungitore intervenga. Di qui, pertanto, la idea della mungitura rotatoria, su piattaforma mobile e dell’avviamento ad essa ed il ritorno in stalla degli animali addomesticati all’uopo.

« L’intera attrezzatura per la mungitura di tale genere, è chiamata, nei Paesi di lingua inglese, « rotolactor » od anche « mungitura su giostra », perché i soggetti nel corso dell’operazione vengono trasportati proprio come se fossero su una giostra.

« L’edificio che contiene la piattaforma girevole, ha un diametro interno di 22 metri circa e un’altezza di poco più di quattro metri e mezzo. Tre settori circolari concentrici lo compongono. Il primo è formato da una pedana di cemento che gira tutto intorno e serve di camminamento per il personale di servizio. Il secondo è costituito dalla piattaforma di acciaio girevole su cui possono essere munte 50 vacche alla volta. Il terzo, situato nel centro, è dato da un corridoio a spirale che mette in comunicazione le stalle ad un livello più basso, con la pedana di cemento. L’ambiente è illuminato a giorno da lampade al neon la cui luce viene riflessa in basso dal soffitto rivestito di lastre di alluminio che funzionano da specchio metallico.

« Le vacche, all’ora della mungitura, in fila indiana, risalgono la rampa a spirale ma prima di entrare nella sala della mungitura, vengono sottoposte al lavaggio delle mammelle.

« Mentre la piattaforma è già in moto lento, le vacche attraversano la pedana di cemento e vanno a disporsi nelle diverse poste vuote distribuite sulla piattaforma girevole. Lì un addetto provvede ad asciugare loro le mammelle rapidamente e ad effettuare l’attacco dell’apparecchio mungitore. Perché gli animali durante la mungitura non abbiano a muoversi e a farsi male, un giogo metallico le tiene ferme. Il latte estratto dalle mungitrici passa quindi a mezzo di tubature tenute sterili alla pesatura e successivamente, sotto la spinta di una pompa centrifuga, ai locali di lavorazione. Mentre la mungitura è in atto, le vacche mangiano prendendo l’alimento da una rastrelliera. Al termine dell’estrazione del latte, la quale coincide con un giro di piattaforma per animale, il giogo metallico e la rastrelliera si alzano automaticamente sopra la testa di ogni vacca, cosicché, resasi libera, può tornare in stalla per lo stesso corridoio di dove è venuta ».

L’abbiamo già detto, l’impianto permette di mungere 300 vacche all’ora. Quanti uomini richiede la manutenzione? Soltanto 14. Un impianto di mungitura rotante sorge attualmente in Australia; nell’azienda agricola del Parco di Camden, che ha nelle proprie stalle da 1100 a 1250 vacche. Un semplice calcoletto ci dà che sono sufficienti poco più di quattro ore per mungere l’intero armento. Così, con una semplicità estrema, la tecnica moderna liquida definitivamente uno dei più ancestrali mestieri che ha accompagnato l’uomo fin da una epoca lontana decine di migliaia di anni: la mungitura a mano. Ma la storiografia ufficiale continuerà ad interessarsi delle degenerazioni di Hitler o delle gravidanze di Elisabetta II. A dispetto degli storici idealisti una invenzione del genere, sia pure inerente a mammelle di vacche lattifere, esercita certo una influenza sugli avvenimenti molto più reale che le conferenze stampa del Presidente degli S. U. Essa segna infatti il raggiungimento di una premessa importante che, insieme con molte altre, permetterà di sconvolgere l’economia capitalista, e costruire sulle sue macerie la produzione socialista. Potrà sembrare molto prosaico agli sfaccendati e agli elegantoni, ma il socialismo non sarà né l’effetto di grandiosi gesti né la meravigliosa metamorfosi delle coscienze: non avremo bisogno, una volta preso il potere e imposto la dittatura ferrea del proletariato armato, di plasmare uomini e donne « nuovi »; basterà organizzare i mezzi produttivi che ora il capitalismo sperpera nella orgia dell’affarismo, e indirizzarli verso l’obiettivo di ridurre la giornata di lavoro degli operai prima, mettiamo, di un decimo, poi di un terzo, e ancora della metà, dei due terzi… man mano che la massa di impianti e di forza lavoro saranno disinvestiti dai rami parassitari, cui il capitalismo li costringe, ed avviati verso i settori utili della produzione.

La « mungitura su giostra » come tante altre meravigliose invenzioni dell’ingegno umano, servono nelle mani rapaci del Capitale, a ridurre i costi, a pagare una minore massa di salari, ad aumentare il montante del profitto aziendale. Nelle mani della dittatura del proletariato, servirà a ridurre la giornata di lavoro dei singoli lavoratori. Se 14 uomini bastano a mungere oggi un intero armento di vacche, rifornendo di latte un’intera città, segno è che le premesse del socialismo esistono già, e che la emancipazione degli uomini dalla dura condanna del lavoro manuale, che il regime del salariato doveva trasformare in tormento fisico e mentale dei lavoratori introducendo la organizzazione « scientifica » (in russo: stakhanovista) del lavoro, le multe, le sospensioni, ecc., rappresenta una conquista possibile, non sogno, non fantasticheria, come il volgare scetticismo pretende. Ma le premesse del socialismo non esistono nelle coscienze o nelle volontà, al contrario si accumulano nella materiale base produttiva della stessa società borghese. Si tratterà di procedere ad una successiva suddivisione dello sforzo produttivo e della giornata di lavoro umana: i 14 operai addetti oggi alla mungitura rotante potranno diventare 140, sicché ogni lavoratore potrà lavorare dieci volte di meno. Ma se, a rigore di statistica, ognuno di noi dovrà contribuire alla produzione sociale, diciamo per un’ora al giorno, chi vorrà controllare con l’orologio alla mano se per caso non avrà lavorato per un’ora e cinque minuti? Perciò i marxisti sostengono che il socialismo trasformerà il lavoro da condanna in naturale bisogno fisico e mentale dell’uomo, in volontaria contribuzione…

La mungitura rotante, come i treni ultramoderni della siderurgia, le presse automatiche dei pastifici, le fabbriche di gomma artificiale, servono nell’economia capitalista, nell’economia del denaro, ad avilire ed affamare il « vivente lavoro », la massa dei lavoratori. La macchina schiaccia l’uomo. Il socialismo dovrà stabilire il dominio dei lavoratori sulla macchina. Ma per arrivare a ciò, per far partorire alla società capitalistica dello sfruttamento e della divisione tra gli uomini la produzione collettiva del socialismo, bisognerà operare il taglio cesareo della Rivoluzione, liquidatrice delle infamie sociali: il salariato, la divisione corporativa e sociale, il dominio del denaro.