Partito Comunista Internazionale

L’allegra distensione

Categorie: Capitalist Wars, France, Imperialism, Korea, Laos, USA, USSR, Vietnam

Questo articolo è stato pubblicato in:

Come la mettiamo, con questa faccenda della distensione? E’ vero che in Corea i negoziati sono in corso; è vero che le borse internazionali reagiscono con la caduta, sia pur cauta, dei prezzi ad un allentarsi della tensione fra i due blocchi; è vero che ogni giorno i sommi reggitori di Oriente e Occidente si tendono la mano. Ma l’acqua che bolle nel gran calderone dell’imperialismo, se non può sfuggire da una parte, si apre una via di sfogo dall’altra. C’è aria di smobilitazione in Corea; ma si combatte duramente nel Laos, Eisenhower ha, sembra, fretta di liquidare l’ormai tediosa vicenda del 380 parallelo; ma è altrettanto ansioso di riversare munizioni e, chissà, soldati in Indocina. E se, per i russi, gli americani hanno cessato di fare la guerra batteriologica lassù, non è detto che non stiano per riprenderla là sotto.

A guardar bene, per l’America questo spostamento di fronte è tutt’altro che privo di vantaggi. Laos è Francia; e dire Francia è dire Comunità Europea. A parte ogni altra considerazione, l’aggravarsi della situazione indocinese, e l’intervento in essa, offrono agli Stati Uniti un eccellente mezzo di ricatto e di pressione su Parigi: sono la moneta di scambio per l’accettazione del riarmo tedesco. Guerra e distensione: quando si possono godere nello stesso tempo i vantaggi dell’una e dell’altra, che cosa si può desiderare di meglio?

E’, per l’imperialismo, la condizione ideale.