Partito Comunista Internazionale

La macchina che abolisce il lavoro manuale

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La macchina che abolisce il lavoro manuale

I marxisti si sono sempre divertiti alle spalle di coloro che credevano con assoluta certezza di sfotterli facendo grasse risate sulle previsioni attorno al socialismo. Quante volte non ci capita di essere accolti con risolini ironici quando affermiamo che il socialismo consisterà nell’abolizione del lavoro manuale e quindi nella scomparsa, sul piano sociale, della stessa classe operaia. In verità, facile cosa è sfottere, ma solo ai marxisti è concesso di… sfottere gli sfottitori, dato che ad altri non è dato di scoprire come le premesse del socialismo fermentano già nel putrido mondo capitalista e che sono gli stessi borghesi a lavorare a smentire se stessi.

La stampa d’informazione ha portato dall’America una davvero interessante notizia. Si tratta dell’invenzione di una macchina capace di riprodursi, cioè di costruirsi una esatta copia di se stessa, appunto come avviene per la riproduzione degli esseri viventi, eccetto, s’intende, il romanzo del corteggiamento e della luna di miele. Ogni invenzione ha in sé qualcosa di comico. Pure la macchina che si riproduce se stessa dà a prima vista una sensazione di comicità, ma, a rifletterci su, non rappresenta un fatto di enorme importanza?

Questa macchina, miracolo della tecnica fino a venti anni fa, necessario risultato del progresso operato dalla scienza nel campo dell’elettricità, produce e quindi monta i pezzi di un’altra macchina del tutto simile. Ciò avviene senza l’intervento del lavoro manuale, ma grazie ad un cervello elettronico. Che s’intende per «cervello elettronico»? Un cervello artificiale capace di svolgere talune funzioni riflesse proprie del cervello umano. Ad esempio, la calcolatrice elettrica, che contiene circa 10.000 valvole elettroniche, è in grado non solo di fare le quattro operazioni, di estrarre la radice quadrata dei numeri, ecc., ma addirittura di risolvere i più ardui problemi matematici. Un tale ritrovato segna un importante trionfo del materialismo, in quanto sta a dimostrare che alla base dell’attività cerebrale dell’uomo agisce non già quella indefinibile sostanza astratta al corpo che gli idealisti chiamano lo «spirito» ma complicati processi elettrici, anche se la scienza non è ancora in grado di spiegarne tutte le leggi.

Tornando all’invenzione in parola, si deduce dalle scarse notizie della stampa che la macchina «madre» agisce su «istruzioni» dettate dal cervello elettronico durante i vari passaggi della produzione. Appena terminata, la macchina «figlia» si mette al lavoro per produrne una terza e così di seguito. Altro non si sa, anche perché probabilmente la società produttrice, la «Bell», intende mantenere segreto il processo di lavorazione. Solo si sa che la macchina «riproduttrice di se stessa» non ha ancora iniziato a «partorire».

Quando i marxisti affermano che il capitalismo produce i suoi stessi becchini, intendono alludere non solo al fatto che l’espandersi della produzione borghese suscita necessariamente, nel campo sociale, le forze sovvertitrici del proletariato industriale che sarà la guida della rivoluzione anticapitalista. La società capitalista si scava giorno per giorno la fossa con le proprie mani soprattutto perché procede inevitabilmente sulla strada della concentrazione tecnica della produzione, da cui il potere rivoluzionario del proletariato, organizzato in classe dominante, prenderà le mosse per operare il sovvertimento dell’economia borghese e il riordinamento radicale della massa in impianti produttivi ereditati, meglio dire strappati, al capitalismo. Una rivendicazione capitale del socialismo rimane appunto l’abolizione del lavoro manuale, la soppressione delle differenze e dei contrasti tra lavoro intellettuale e lavoro manuale. Gli avversari dichiarati del marxismo, e coloro che di esso smerciano traduzioni sofisticate ne sorridono come di utopie bambinesche. Ma intanto sono le stesse esigenze di inesauribile perfezionamento tecnico che premono sul capitalismo, a determinare invenzioni del genere della macchina autogenerantesi. Forse il progetto della compagnia telefonica «Bell» non abolisce di già il lavoro manuale? Dall’applicazione dell’importante invenzione le imprese capitalistiche si serviranno per abbassare i costi di produzione, cioè per risparmiare sulle spese di capitale costante e sui salari, il che varrà solamente ad acutizzare la concorrenza commerciale locale ed internazionale, e quindi ad aumentare le cause molteplici dei conflitti bellici. Il socialismo se ne servirà per riscattare i produttori dalla condanna, non divina, ma storica, del lavoro manuale, del sudore della fronte.