Partito Comunista Internazionale

O tempi, o costumi!

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Epoca piange: ne ha ben donde. Il Parlamento italiano si è riaperto tra l’indifferenza generale: «nessuno se ne accorge; nemmeno le camionette della Polizia danno nell’occhio». O tempora, o mores! Quasi quasi c’è da rimpiangere gli anni della monarchia, quando c’era almeno la berlina reale trainata da sei cavalli e preceduta dai battistrada in livrea.

Eppure, «è nell’inaugurazione del nuovo Parlamento che il popolo di ieri si trasforma nel popolo di oggi… sono questi i dogmi nei quali bisogna credere in democrazia, o almeno aver l’accortezza di fingere di credere (meno male, ci salviamo con quel “fingere” perché possano essere indotti a crederci gli altri; e una fede intorno ai dogmi ha sempre bisogno di una liturgia)». Invece, la democrazia italiana si nasconde, ignora le elisabettiane inaugurazioni: che imprevidenza!

La verità è che si nasconde perché ha vergogna di se stessa, perché sa di non poter ingannare nessuno. La liturgia ha bisogno dei suoi sacerdoti; e chi farebbe da sacerdote a questa democrazia? Forse il «popolo» non si accorge del nuovo Parlamento perché, nella sua istintiva saggezza, sa che non si è affatto «trasformato». Del che siamo, con lui, perfettamente convinti.