Partito Comunista Internazionale

Sa anche di stalinismo il nostro pane quotidiano

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Che gli staliniani avessero fatto propria la causa della grande industria, della sua difesa e, se occorre, della sua protezione, fino a riecheggiare i temi delle campagne autarchiche e corporative del fascismo, era arcinoto e pienamente coerente con le loro aspirazioni a reggere, con maggior efficacia e spirito più moderno dei Partiti di centro, il timone dello Stato borghese nazionale. Era logico che prendessero anche le difese della grande proprietà, nell’uno e nell’altro caso giustificandosi con la… protezione del lavoro di grandi masse di operai industriali e agricoli.

Si è infatti visto, alla Camera, il P.C.I. invocare, con non meno zelo dei partiti governativi, l’aumento del prezzo di consegna del grano all’ammasso. È notorio che il grano nazionale costa, così, due volte quello in vendita sul mercato mondiale. È notorio che la protezione della granicoltura non avvantaggia il piccolo coltivatore diretto, che consuma in famiglia il grano prodotto, ma soltanto il latifondista il quale, senza far nulla neppure nel senso di migliorare le proprie attrezzature, ne trae una rendita cospicua, mentre chi paga questa protezione – il cui effetto è stato ed è fra l’altro di provocare la morte di colture più redditizie per il piccolo coltivatore – sono gli operai industriali, i braccianti agricoli e in genere i ceti sociali più poveri che, specialmente nel Sud, vivono essenzialmente di pane e di pasta.

Ma il P.C.I. si allinea coi rappresentanti delle forme più retrive di conduzione agricola e della grande proprietà terriera per invocare una sempre maggior protezione del grano (e dire che si è vantato l’eccezionale raccolto 1953!), nell’atto stesso in cui pretende di difendere gli interessi delle grandi masse e di lottare per un loro più elevato tenore di vita. Ma tant’è: chi difende «Patria» e «Nazione» deve difenderne le classi dominanti, deve farsi erede diretto e concorrente del fascismo e dei successori democratici del fascismo.

Anche di stalinismo sa il sudato pane del proletario italico.