E’ arrivato al No 100? Che ci resti
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Dunque – è la stampa centrista che ce lo apprende – la recente sessione della Società delle Nazioni si era aperta sotto il segno di un grande pessimismo, naturalmente esagerato. I nemici del consesso ginevrino ed i loro complici «male intenzionati» e «pusillanimi» – leggi Beck mano lunga di Berlino e Motta di Roma – avevano predetto che questa sessione giubilare – si trattava della 100ª – si trasformerebbe in cerimonia funebre.
Ma fortunatamente – per chi? – non è stato così. Ciò lo si deve al fatto che oggidì l’U.R.S.S., il paese che abbraccia il «sesto del globo» partecipa «attivamente» ai suoi lavori per la «pace mondiale». Favorendo, nel frattempo, la guerra in Etiopia, Spagna, Cina…
Di più: gli Stati Uniti hanno manifestato la loro intenzione di appoggiare le iniziative della S.d.N. per le misure di sicurezza collettiva. Di conseguenza – oggi che gli stati guerrafondai (Germania, Italia, Giappone) ne sono usciti, – la S.d.N. rappresenta il «blocco degli stati pacifici» disposto ideologicamente, e se necessario anche «materialmente» ad opporsi all’«aggressore». Etiopia e Cina stanno lì infatti a provarlo…
Vero è che la stessa stampa centrista subito dopo, a mo’ di conclusione, aggiunge: «La sessione del Consiglio della S.d.N. non ha apportato un grande contributo alla causa della difesa della pace. Tuttavia essa non ha complicato il compito dei partigiani della sicurezza collettiva e della resistenza attiva (?!) contro l’aggressore, anzi li ha facilitati» (?!).
Chiaro nevvero? Si è scritto che il diplomatico è un individuo che sa risolvere certi casi scabrosi che non sarebbero tali se il diplomatico non esistesse. Il diplomatico «sovietista» è appunto lì per realizzare la quadratura del circolo dell’abbinamento degli interessi degli sfruttati con quelli dei loro sfruttatori. Mentre l’A.B.C. del marxismo insegna che il proletario non ha che un unico nemico, la borghesia, a cominciar da quella del proprio paese.
Perché appunto siamo noi a rivendicarlo oggi, siamo dei controrivoluzionari, degli agenti del capitalismo, i peggiori nemici dello stato «socialista» e del suo pilota Stalin, il più fedele continuatore della politica di Lenin. Infatti Lenin bollò la Società delle Nazioni di «Società dei briganti imperialisti». E Stalin vi collabora trasformando lo stato proletario in punta decisiva della controrivoluzione capitalistica mondiale.