Partito Comunista Internazionale

Stalin “genio dell’umanità”

Categorie: Stalinism

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Se l’Italia possiede in Mussolini l’«inviato di Dio», la Russia può vantare in Stalin il «genio dell’umanità». Così almeno lo hanno proclamato nel Parlamento sovietico testè inaugurato. A chiacchiere il Consiglio Supremo dell’U.R.S.S. batte tutti i parlamenti borghesi verbaioli e «passatisti», come avrebbe detto il futurista Marinetti prima di diventar accademico d’Italia. Specialmente nella più smaccata adulazione del padrone dell’ora. I resoconti della sessione stanno lì a provarlo. Stralciamone qualche passo caratteristico.

«La vittoria alle elezioni — contro chi, dato che non vi era che una sola lista, vorremmo domandar noi — è stata riportata sotto la direzione del glorioso partito comunista guidato dal genio dell’umanità, il grande Stalin (applausi fragorosi, tutti i deputati si alzano in piedi…)».

Quando si fa il nome del grande e «saggio» Stalin per il Presidium, la scena si ripete. «Ovazioni calorose. Tutta la sala si leva. Si intende gridar nella sala! Viva il compagno Stalin, per il terrore del nemico e la gioia (!!) dei popoli…»

Giova notare, come lo ha fatto il relatore sulla verifica dei poteri, il fatto sintomatico che il popolo sovietico abbia eletto (?!!) come deputati un gruppo numeroso di membri dei servizi del commissariato del popolo agli interni (leggi Ghepeu).

Ciò spiega, almeno in parte, l’arcano di tutto questo «entusiasmo» per il capo che ha «edificato il socialismo» (?!!) e questa crociata contro i nemici del popolo, cioè gli «ignobili traditori, mercenari trotzkisti» e «bukhariniani» (= «bordighiani» nella versione italiana) del fascismo nippo-germanico (= fascismo italiano).

Chi scrive — che è alquanto scettico sulla natura dei consensi totalitari registrati dalla stampa centrista – arrivato al passo dove si legge che «innumerevoli esclamazioni partono nelle varie lingue nazionali, in onore di Stalin: Tutti si levano (evviva!) e tutta la sala applaude freneticamente» non può astenersi dall’osservare: Ma se nella sala qualcuno avesse gridato, a mo’ d’esempio, in romanesco «Te pijje una saetta» non sarebbe potuto passare anche questo alle orecchie dei compagni deputati ghepeisti, per un osannamento al grande Stalin espresso in lingua usbecca, caucasa, caracalpacca o ceremissa?