Partito Comunista Internazionale

Un pennivendolo della confusione

Categorie: Antifascism, Opportunism, Partito Socialista Italiano

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Vi è una rubrica nel Nuovo Avanti che dovrebbe essere intitolata: «le opinioni altrui per mascherare la mia confusione».

Vi si trova di tutto, giacché il pennivendolo ha mezzi e tempo per scartabellare tutta la stampa, ad eccezione della nostra che ha il raro privilegio di non interessare questo spregevole messere. Del che noi siamo evidentemente estremamente soddisfatti.

Con una linea o due, Ennio risolve tutti i problemi. Per quelli che, tonti come lui, si contentano di un pizzico di pappa. Che si tratti di questioni filosofiche trattate da Trentin, il codicillo è presto trovato al testo scritto da quest’ultimo per concludere che infine si è d’accordo: materialismo marxista e razionalismo sono evidentemente la stessa cosa. Una frase di Antonio Labriola che parlava contro l’automatismo economico è fatta su misura per provare il marxismo del «compagno Trentin». Che si tratti di un problema politico, della «mano tesa», delle sanguinose repressioni in Russia, Ennio ha la sua parola giudiziosa per mettere in evidenza la sua… augusta opposizione (frattanto le teste cadono), senza tuttavia arrivare a mettere a repentaglio la buona armonia con gli alleati centristi.

Recentemente, per giustificare l’appoggio a Chang Kai-Shek, nella guerra contro il Giappone, riprendeva un testo di Trotsky, con cui non è evidentemente d’accordo su un’infinità di problemi. Ma tutto fa brodo, e si guadagna il pane come si può, soprattutto se, con un Melzi tascabile c’è modo di dire a se stesso che si sia un grand’uomo.

Vi è un punto sul quale Ennio è intrattabile. La guerra di Spagna ed il silenzio che si deve fare sulla repressione che il governo repubblicano scatena direttamente, o per via indiretta attraverso il partito comunista, contro degli elementi che, per di più sono guerrafondai fino alla punta dei capelli. Non poche volte Ennio ha spulciato giornali e riviste per provare che nessuna accusa può essere mossa contro il governo repubblicano. Ma, quando non può nulla spulciare – come è il caso del nostro giornale – salta sulla prima occasione che gli capita per fare il suo dovere di interventista in una comoda sala redazionale od in un bistrot di Parigi. Occorre gettare il discredito su Prometeo il quale è letto tuttavia se non dalle centinaia di proletari che sono impestati dalla réclame, da qualche operaio d’avanguardia.

Il Popolo d’Italia per la sua bisogna di mobilitazione alla guerra contro i suoi complici del Fronte Popolare dell’altro lato della barricata ha ripreso dei nostri articoli, non sappiamo quali giacché non abbiamo le possibilità economiche ed il tempo di seguire la stampa fascista. Ed ecco Ennio saltare sulla buona occasione: i fascisti vi riproducono, vi riproducono spesso, quindi voi fate gli interessi del fascismo. Ahi, se Ennio avesse un piccolo plotone d’esecuzione come Stalin, farebbe molto presto giacché non avrebbe nemmeno bisogno di inventare la storia degli aeroplani. E questo malgrado la mozione Santini votata dalla Direzione del Partito Socialista, che abbiamo commentato nell’ultimo numero di Prometeo.

Al che noi replichiamo in modo molto semplice: Nin, Berneri, centinaia di altri in Spagna ed in Russia sono essi stati o no assassinati in forme che sorpassano la ferocia di Mussolini? Gli emigrati politici italiani e di altre nazionalità sono o no nelle prigioni a Mosca? Sì o no? Se sì allora quelli che assassinano sono i fratelli siamesi di Mussolini. Quelli che organizzano la congiura del silenzio, gli agenti diretti dell’assassinio. Quelli che, come Ennio, cercano di screditare fra le masse coloro che sollevano l’attenzione contro i misfatti dell’antifascismo, e che, comodamente, fanno fare la guerra agli altri, sono gli sbirri della reazione del capitalismo internazionale.

Ma attenzione, messer Ennio. Voi stesso avete ricordato la sorte toccata a Tisza quando scoppiò la rivoluzione ungherese. Siatene certo non solamente Mussolini, ma i compari antifascisti di quest’ultimo avranno un giorno la stessa sorte. Che se il proletariato vittorioso dovesse avere pietà della miseria intellettuale degli scribi del tipo di Ennio, esso tuttavia saprebbe metterli al loro posto: figurare come i mannequins dei perfetti imbroglioni che sono la peggiore delle specie dei nemici della classe operaia e del socialismo.