La missione socialista in Ungheria
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Nel giornale Ungherese Az Est, numero del 26 aprile, si legge:
«Da qualche giorno i due deputati socialisti italiani, Alceste Della Seta e Arturo Vella, soggiornano in Ungheria a nome del governo italiano (!) per informarsi personalmente sulla situazione ungherese. I due deputati così hanno espresso, davanti a un redattore dell’Az Est, le loro prime impressioni: In Italia vi sono molti profughi ungheresi. Essi, e numerosi commercianti italiani che si trovavano negli ultimi mesi in Ungheria, ci davano notizie molto rattristanti sulla persecuzione contro i socialisti in Ungheria e sulla attività dell’attuale regime. Perciò la questione ungherese fu da noi vivamente discussa nel Parlamento italiano e il presidente del Gabinetto, Nitti, ci diceva che le relazioni benevole del Governo italiano con quello ungherese sono di sola forma. Il segretario di Stato per gli Esteri riceveva il rappresentante del Governo ungherese solo per esortare il governo ungherese a nome del governo italiano a tentare una tendenza (sic) più liberale. Il deputato Vella ci disse: Noi abbiamo passato due ore presso il presidente del Gabinetto ungherese. Gli abbiamo dichiarato, che l’interesse della nazione ungherese (!) esige un mutamento radicale della politica interna del paese, e ciò al più presto possibile, se l’Ungheria vuol riacquistare le simpatie dell’Europa occidentale. L’Italia ufficiale è pronta a impegnarsi in maniera magnanima per gl’interessi dell’Ungheria (!),ma tale assistenza non può esser coronata di successo se l’ordine e la vita normale non riprendono il loro corso naturale. Il presidente del Gabinetto ungherese riconosceva che vi erano molti arbitrii, ma aggiungeva che essi avevano lo scopo di ostacolare un possibile risveglio del terrore rosso”. Della Seta ci raccontò in seguito la sua visita al campo degli internati di Hajmasker. Egli parlò specialmente dell’impressione profonda provata nel campo delle donne internate. Gli internati si lagnano d’essere arrestati da mesi senza essere interrogati, e senza sapere neppure la causa del loro internamento».
«Noi abbiamo visto cento minatori di Salgotarjan – dice il deputato socialista – che furono internati per aver iniziato un’agitazione diretta a far salire i salari».
«Infine i deputati dichiaravano di non aver relazioni ufficiali colla direzione del Partito socialista ungherese, che si tiene sulla base della seconda Internazionale: hanno avuto luogo solo conferenze amichevoli».
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Se in questo resoconto del giornale vi fosse anche una piccola parte di verità, sarebbe enorme. Vella che promette al presidente del Governo, che impiccò Korvin, la assistenza “magnanima” dell’Italia ufficiale! Vella e Della Seta che tengono “conferenze amichevoli” coi social-democratici traditori della Repubblica proletaria ungherese! Non possiamo credere a tali enormità. Attendiamo perciò ampi e precisi schiarimenti. Il proletariato italiano ha diritto di sapere come viene speso all’estero il suo prestigio politico.
Il giudizio dei compagni esteri
Dal n. 278, 13 aprile, della “Rote Fahne” di Vienna, organo centrale del Partito comunista dell’Austria tedesca, togliamo:
«L’agitazione rivoluzionaria ha destato un vivo movimento spirituale nel proletariato italiano. Le masse hanno coscienza della propria forza e vogliono agire. Il Partito, come avanguardia del proletariato, cerca di centralizzare quest’azione e fa il possibile per impedire la dispersione delle forze rivoluzionarie in azioni isolate. Ma esso deve sostenere una lotta assai difficile, poiché conta nelle sue file compagni che vorrebbero aiutar la borghesia a riparare l’edificio capitalistico. La destra porta acqua al mulino degli anarchici, che in alcune città dell’alta Italia trovano grande seguito. Gli opportunisti spezzano l’unità del partito. Il richiamo alla purezza rivoluzionaria, il richiamo all’esclusione di tutti i riformisti e social-pacifisti diventa sempre più forte. La decisa volontà delle masse si farà strada, il partito verrà purificato».