La “Cagoule” la Gepeou e gli assassini di Reis e Rosselli
Categorie: Antifascism, France, Popular Front
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Le rivelazioni sono venute al momento voluto. L’evoluzione della lotta di classe in Francia era, nel dicembre scorso, arrivata ad un punto di elevata tensione, come lo hanno provato gli scioperi dell’alimentazione, dei trasporti, l’occupazione dell’officina Goodrich, e, particolarmente, lo sciopero dei servizi pubblici a Parigi. Il capitalismo francese è stato profondamente sorpreso dell’acutezza di queste agitazioni alle quali esso credeva di poter fare fronte con il ministro Chautemps-Blum. Ma questo non bastava per liquidare i movimenti e soprattutto per stabilire un clima politico di tale rispetto alle istituzioni statali da escludere definitivamente l’ipotesi degli scioperi, soprattutto nei servizi pubblici.
L’operazione sul piano parlamentare riesce a meraviglia, Ramette osa parlare di alcune rivendicazioni operaie, Chautemps prende la palla al balzo ed esclude il partito comunista dalla maggioranza parlamentare. Blum determina le dimissioni del ministero e qualche giorno dopo Chautemps, nuova edizione, è al potere sostenuto da una maggioranza che comprende evidentemente anche il partito comunista. Per mostrare fino a quale punto arriva la commedia parlamentare, ricordiamo l’incidente Blum. Questi aveva dichiarato che l’ostilità dei radicali aveva impedito la costituzione di un «ministero all’immagine del Fronte Popolare», con la partecipazione dunque dei radicali, socialisti e centristi. Al che Herriot, presidente del gruppo radicale, ha risposto che nessuna esclusiva era stata posta contro i centristi. E la dichiarazione di Chautemps; Ma lasciamo andare: si tratta di cucina parlamentare e, con molto buon senso, un giornalista belga ha notato che in Francia, se esiste il parlamento esistono altresì delle istituzioni che Napoleone ha dato a quel capitalismo. Al palazzo Bourbon, la commedia, nelle strade la polizia che manganella i manifestanti.
Il capitalismo francese doveva quindi operare una conversione che gli desse maggiore decisione per fare fronte agli scioperi che l’aumento del costo della vita rende sempre più probabili. Nello stesso tempo, in corrispondenza con la situazione internazionale, un movimento è abbozzato per non fare troppo pesare la politica del patto franco-russo. Come è sempre avvenuto, e come sempre avverrà, il capitalismo prende di mira, per i suoi attacchi, il compare che è incaricato del primo ruolo nell’opera della corruzione delle masse. Esso lo prende di mira per la campagna nella stampa e nel parlamento, giacché nulla di grave minaccia questo compare. Il centrismo si rivernicia di rosso sotto l’effetto della campagna contro di esso e consolida la sua influenza fra i proletari che saranno nuovamente storditi con la campagna sciovinista, avvalorata dagli avvenimenti spagnoli e dalla vittoria di Teruel.
Nello stesso tempo si aprono tutte le valvole dello scandalismo e si apprende quello che Max Dormoy, ministro dell’Interno – è egli stesso che lo ha detto – sapeva fino dal settembre 1937, che cioè gli assassini dei fratelli Rosselli fanno parte della «Cagoule» e che questa è al servizio degli «stranieri». Che questo sia, nessun dubbio è possibile, giacché – come per una volta tanto lo hanno fatto osservare gli antifascisti alle canaglie dell’ex-Merlo – nessun movente poteva determinare la «Cagoule» ad assassinare i Rosselli e non poteva trattarsi che di un’istigazione dell’Ovra. Solamente occorre spiegarsi: questa congiunzione con lo «straniero», si fa ad uno scopo ben determinato, quello di fare servire i cadaveri degli assassinati alle necessità della lotta contro il movimento operaio. Ed è quello che avviene. L’antifascismo monta lo scandalo e la pillola dello «Statuto moderno del lavoro», è amministrata agli operai.
Frattanto si tiene in riserva un altro stupefacente. Reiss, assassinato in Isvizzera, è caduto in seguito ad un’azione che è stata organizzata in Francia. Uno dei responsabili che è arrestato dalla polizia francese in seguito a domanda di estradizione richiesta dal governo svizzero è rilasciato contro pagamento di una garanzia di 50.000 franchi. Non sappiamo se quest’altro scandalo sarà sollevato. In ogni modo Chautemps lo tiene in riserva e si conterrà – nella risposta all’interpellanza Dommange – secondo le necessità: se i centristi alzano la voce, i servi saranno richiamati al dovere.
Nello stesso tempo degli avvenimenti che, in altri tempi, avrebbero determinato delle gravissime complicazioni internazionali, si svolgono senza la menoma difficoltà diplomatica: i fratelli Rosselli e Reiss sono assassinati ed i loro cadaveri sono magnificamente messi a profitto.
L’esperienza Matteotti è un insegnamento decisivo. I proletari non si associano a nessuna campagna scandalistica: né quella della destra contro la liberazione degli assassini di Reiss, né quella dell’antifascismo contro la Cagoule. Ovra e Gepeou lavorano – con la complicità diretta del governo francese diretto da un ministro socialista – per dirigere contro la classe operaia ogni manifestazione contraddittoria dell’ambiente sociale arroventato nel quale viviamo. I fratelli Rosselli, la Cagoule servono a far passare lo Statuto moderno del lavoro, Reiss serve per tenere a bada il centrismo. I proletari lottano contro il solo e vero scandalo esistente: il regime capitalista ed il suo sfruttamento. Per lottare contro questo scandalo non vi è che la lotta di classe: lo sciopero generale contro cui si dispongono spontaneamente destra e sinistra. Alla testa della lotta contro i movimenti di classe in Francia, si trovano giustamente i centristi i quali, quando l’agitazione scoppia malgrado tutto, se ne appropriano la direzione ed il merito per meglio poterla liquidare. E tutta la campagna “anti-centrista” non ha che un solo scopo: impedire che gli operai riconoscano la funzione che hanno i partiti comunisti attuali e che è quella di forza di primissimo ordine per la mobilitazione per la guerra imperialista in Ispagna e Cina, per l’appoggio all’armamento della Francia giacché, per combattere contro il fascismo, non vi è ormai che una sola soluzione: zaino in spalla per massacrare quanti più proletari è possibile dei «paesi fascisti».
I proletari che non possono confidare la sorte della loro classe a coloro che, come i fratelli Rosselli, difendono il capitalismo democratico, sono anche gli unici che possano opporsi al mercato che si fa dei loro cadaveri, gli unici che potranno castigare Cagoule, fascismo, polizia, giacché sono la forza che distruggerà lo stato capitalista e tutte le sue fetide emanazioni: fascismo, democrazia e centrismo.