La Conferenza Nazionale della Frazione Comunista Astensionista
Categorie: Communist Abstensionist Fraction of the PSI, Italy
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Risoluzione della Frazione Comunista Astensionista alla Conferenza di Firenze
La Conferenza Nazionale della Frazione Comunista Astensionista del Partito Socialista Italiano, adunata a Firenze l’8-9 maggio 1920, udita la relazione nel Comitato Centrale e le comunicazioni dei rappresentanti della Direzione del Partito, delle frazioni affini e della Federazione Giovanile; in seguito al più largo dibattito sulla situazione politica Italiana e sull’indirizzo del P.S.I. dichiara che il partito, per la sua attuale costituzione e funzione, non è assolutamente in grado di porsi alla testa della Rivoluzione Proletaria e che le sue molteplici deficienze dipendono: dalla presenza in esso di una tendenza riformista che inevitabilmente, nella fase decisiva della lotta di classe, prenderà posizione controrivoluzionaria; e dalla conciliazione di un verbalismo programmatico comunista con la pratica opportunista del socialismo tradizionale nell’azione politica ed economica;
afferma altresì che l’adesione del P.S. alla III Internazionale non può essere ritenuta regolare appunto perché viene da esso tollerata la presenza di chi nega i principi della Internazionale Comunista, apertamente diffamandoli o, peggio, speculando demagogicamente su di essi a scopo di conquiste elettorali;
e ritenuto che il vero strumento della lotta rivoluzionaria del proletariato è il Partito Politico di classe, fondato sulla dottrina marxista e sulla esperienza storica del processo rivoluzionario comunista in atto nel mondo contemporaneo e già vittorioso nella Russia dei Soviet;
delibera di consacrare tutte le proprie forze alla costituzione in Italia del Partito Comunista, sezione della III Internazionale, affermando che in questo Partito, come nel seno della Internazionale medesima, la frazione sosterrà la incompatibilità della partecipazione elettorale ad organismi rappresentativi borghesi coi principi e i metodi comunisti ed augurando che anche gli altri elementi del Partito attuale che sono strettamente comunisti si porranno sul terreno del nuovo partito e si convinceranno inoltre che la selezione non potrà seriamente farsi se non attraverso l’abbandono di quei metodi di azione politica che li accomunano oggi praticamente ai socia-democratici;
da mandato al Comitato Centrale:
1) di preparare — tenendo presente il programma presentato a Bologna dalla Frazione Comunista e l’indirizzo sostenuto dall’organo della Frazione nella discussione su più importanti problemi attuali di metodo e di tattica comunista — il programma del nuovo partito e i suoi statuti;
2) di intensificare i rapporti internazionali allo scopo di costituire la frazione anti-elezionista nel seno della Internazionale Comunista e di sostenere nel prossimo Congresso Internazionale le direttive della Frazione, chiedendo inoltre che vengano presi provvedimenti per risolvere l’anormale situazione del Partito Socialista Italiano;
3) di convocare immediatamente dopo tale Internazionale Congresso Costituente del Partito Comunista invitando ad aderirvi tutti i gruppi che sono sul terreno del programma comunista dentro e fuori dal P.S.I.;
4) di riassumere in efficaci e chiare tesi le posizioni di principio e di tattica della frazione diffondendole ampiamente in Italia e all’estero.