Partito Comunista Internazionale

Le oscure faccende ungheresi

Categorie: Hungarian Revolution

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La Rote Fahne di Vienna, n. 278 (13 aprile) pubblicò quanto segue:

   “I due compagni Della Seta e Vella hanno dichiarato, che la frazione socialista in Parlamento lotta instancabilmente (!!! sic) contro il terrore bianco ungherese, ed ha ottenuto che il Governo italiano favorisse il loro viaggio. Interrogati come stessero le cose in rapporto all’intromissione del Governo italiano contro il rilascio dei comunisti ungheresi internati in Austria, i due compagni dichiararono quanto segue: – Appena ricevuto il telegramma, in cui il Partito comunista austriaco dava notizia del passo del Governo italiano, i compagni italiani (quali?) si recarono da Nitti per domandare schiarimenti. In seguito a tutte le trattative corse, i compagni italiani (Della Seta e Vella) possono stabilire, che in realtà da Roma non fu fatto alcun passo contro la liberazione dei compagni ungheresi. I compagni lavorano alacremente a chiarire le circostanze, a cercare i responsabili di tutto questo intrigo. Essi sono convinti, che se qualche funzionario italiano ha agito di propria iniziativa, sarà immediatamente (infatti! …) chiamato a render ragione. La verità, che forse può arrecare sorprese, non si farà certamente aspettare a lungo” (infatti, infatti …).

   Da tutto ciò risulta:

    1)  che non era infondata l’affermazione dell’Az Est, da noi riferita nel numero scorso, che Della Seta e Vella fossero andati in Ungheria “per conto del Governo italiano” una volta che avevano ottenuto (e quindi chiesto) l’appoggio del Governo stesso per la loro missione;

 2)  che tale figura di rappresentanti ufficiali o almeno ufficiosi, del patrio Governo, dei due missionari doveva apparire tanto più certa, in quantoché ancora a Vienna, prima di giungere in Ungheria, si erano fatti pubblicamente mallevadori della “innocenza” del Governo [testo illeggibile] nell’affare del mancato rilascio dei compagni comunisti ungheresi;

    3)  che è stato possibile che al Partito sia stata denunziata la condotta dei rappresentanti  ufficiali dell’Italia a Vienna; opponenti il veto al rilascio dei compagni ungheresi, e che “compagni italiani” (certo i due missionari stessi o altre personalità rappresentative del Partito) si siano recati da Nitti per “chiedere schiarimenti”, si siano lasciati … persuadere da Nitti (quel veritiero uomo delle spedizioni di cannoni a Kolciak sotto titolo di “arnesi da cucina”, delle denegazioni sulle spedizioni d’armi in Polonia già accertate da documenti ufficiali, ecc.) ch’egli era puro e vergine come una colomba a tal punto da accettare di coprirne la responsabilità di fronte ai compagni austriaci e tutto ciò senza che di questo “intrigo ungherese” a ramificazioni italiche sia mai comparsa una sillaba sull’organo del Partito, il quale evidentemente fa progressi sulla via della maturità politica, avendo anche imparato la “diplomazia segreta”;

   4) che dopo essersi impegnati coi compagni austriaci a ottenere la punizione del … Battirelli viennese, i due missionari non hanno fatto niente di tutto ciò, a quanto almeno noi, volgo escluso dalle segrete cose del Partito, possiamo sapere;

   5) che da tutto ciò risulta evidente come, mentre alla Camera il gruppo parlamentare ostentava la più feroce opposizione a Nitti, in realtà lo appoggiava nella maniera più decisa con la innegabile complicità della direzione e dell’organo del Partito, nascondendone le “marachelle” al proletariato italiano, cui non sarebbe facile dare a bere queste cose, e giustificandolo di fronte al proletariato internazionale che non conosce le cose e gli uomini di casa nostra.

   Così si spiegano gli atteggiamenti di Ciccotti e C. Così si spiega come la Direzione del Partito non possa prendere alcun provvedimento contro il recalcitrante e imperterrito collaborazionismo opportunista della maggioranza del gruppo parlamentare. E così viene quotidianamente sabotato lo splendido slancio rivoluzionario del proletariato italiano.