Le tendenze nella 3a Internazionale
Categorie: Third International
Articolo genitore: O Preparazione rivoluzionaria, o preparazione elettorale
Questo articolo è stato pubblicato in:
Traduzioni disponibili:
Le tendenze nella 3a Internazionale
L’ Avanti! del 16 corrente riporta sommariamente una deliberazione presa dal Comitato Esecutivo di Mosca della Internazionale Comunista della quale, pure attraverso le incongruenze del testo della notizia, è facile intendere l’importanza.
Il Comitato di Mosca dopo aver discusso su alcuni punti controversi della tattica dei comunisti, ha concluso, prendendo posizione in merito, coll’annullare il mandato dell’ufficio costituito da pochi mesi ad Amsterdam per l’Europa occidentale e per l’America, pel motivo che tale ufficio difende in tutte quelle questioni un punto di vista avverso a quello del Comitato.
Certo il criterio fondamentale della centralizzazione dell’azione rivoluzionaria autorizza l’organo centrale della Internazionale a rendersi interprete – nell’intervallo tra i regolari Congressi internazionali – dell’indirizzo che deve essere seguito nella azione. E lo stesso Comitato Esecutivo, mentre ha incaricato Zinoviev, Radek e Bucharin di preparare delle tesi che contengano il suo punto di vista sulle questioni controverse, rimette la definitiva decisione al prossimo Congresso Internazionale Comunista, che si preannuncia di una importanza davvero straordinaria.
* * *
È però interessante chiarire bene – per quanto almeno ciò e possibile in base alle informazioni e comunicazioni di cui disponiamo – i termini della controversia, anche perché è prevedibile che il deliberato di Mosca sarà sfruttato per giustificare l’elettoralismo equivoco e possibilista che il Partito Socialista Italiano pratica all’ombra dello stemma dei Soviet.
Le questioni che hanno determinato l’intervento dei compagni di Mosca riflettono sostanzialmente la posizione delle opposte tendenze del movimento comunista di Germania.
È ad esse che occorre rifarsi per intendere la risoluzione di Mosca, secondo la quale non si deve rinunciare né ad utilizzare l’arma parlamentare, né a conquistare alle direttive comuniste quegli organismi economici che oggi sono in mano ai socialdemocratici.
Appunto la situazione delle tendenze tedesche ha messo sullo stesso piano queste due questioni di natura e peso diversissimo.
Ci richiamiamo ad un nostro articolo pubblicato nel nr. 11 del Soviet, “Il Partito Comunista Tedesco”.
Sullo stesso argomento v’è un articolo di un compagno della opposizione tedesca pubblicato nel bollettino di Amsterdam, e riprodotto nel nr. 43 [anno I] dell’ Ordine Nuovo, e un articolo di Boris Souvarine nel nr. 1, anno II, dello stesso giornale. Inoltre l’Avanti! nello stesso numero sopra citato annunziava che l’opposizione tedesca si è costituita in Partito Operaio Comunista Indipendente dal Partito Comunista, che nella sua conferenza di Heidelberg nel 1919 espulse dal suo seno la minoranza.
Riassumiamo il punto di vista delle due tendenze, anzi dei due partiti, non senza avere avvertito che le tendenze nel movimento tedesco sono, in realtà, assai più numerose, e che sarebbe difficilissimo definirle esattamente tutte per chi non sta addentro al movimento stesso.
L’opposizione muove alla Centrale del Partito delle accuse di incertezza e di debolezza che in realtà non sono ingiustificate. Abbiamo nei numeri scorsi trattato dell’atteggiamento dei comunisti nell’occasione del recente tentativo militarista, e riportato anche le severe critiche di Bela Kun al contegno della Direzione verso gli Indipendenti. L’accusa di connivenza con gli Indipendenti mossa dalla opposizione comincia dunque a presentarsi come plausibile. E così quella di mancanza di slancio rivoluzionario, per quanto in simili accuse vi siano da fare molte riserve, essendoci sempre degli impazienti semplicisti che avendo della rivoluzione un concetto assai limitato protestano continuamente perché i dirigenti la ritardano. In questo caso però ci sembra indubitabile che la Direzione del KPD non è stata all’altezza degli eventi.
Ma quando passiamo all’esame del programma e delle direttive, dobbiamo invece concludere che è fondato il rimprovero di eterodossia sindacalista fatto alla opposizione.
Questa si distacca in realtà dalle sane concezioni marxiste, e persegue un metodo utopistico e piccolo borghese.