Partito Comunista Internazionale

Dove se ne va la distensione?

Categorie: Capitalist Wars, France, Imperialism, UK, USA

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I tre «Grandi» (a che metro o millimetro li misureremo?) dell’Occidente si riuniranno prossimamente alle Bermude. Manca un quarto, quello che Churchill avrebbe voluto a coronamento della sua opera di statista e di stratega (ahimè, chi conterà il numero delle sue battaglie perdute?), cioè Malenkov. Infatti, l’ultima nota russa sembra aver lasciato ricadere la cortina di ferro sulla primavera fiorita della distensione, mentre in Corea le trattative battono ormai da molto tempo il passo inutilmente, e incidenti si riproducono a getto continuo, e in America la «caccia alle streghe» si fa tanto più rabbiosa quanto più il bilancio governativo si chiude in passivo.

Si riuniranno, dunque, i «Tre»; studieranno, naturalmente, il modo di assicurare la pace al mondo, con o senza il quarto incomodo. Il mondo, tuttavia, non dimentica; non dimentica che, con o senza il quarto alleato, i grandi reggitori dell’orbe capitalistico si sono, negli ultimi tredici anni, riuniti un numero incalcolabile di volte sempre per organizzare la pace, lontana e vicina e, se sono riusciti a fare insieme la guerra, non sono mai riusciti non diciamo a fare la pace, ma neppure ad accordarsi sul modo di farla. Il pubblico ricorda solo Teheran, Yalta, Potsdam; potremmo ricordarne una ventina di più, da Casablanca a Quebec, da Dumbarton Oaks a San Francisco, ecc., ecc.; ma quello che il pubblico e tutti noi sappiamo è che il mondo «liberato» e illuso attende ancor oggi non diciamo la pace ma neppure la Conferenza della pace; che le grandi promesse di libertà dalle quattro od otto paure non hanno mai trovato realizzazione pratica; che se la pace di Versailles era già mostruosa, mille volte di più lo è la pace senza nome in cui viviamo, irta di cannoni e di bombe atomiche e all’idrogeno, di corazzate e aerei a reazione, sanguinante di guerre localizzate e di conflitti interni.

Né poteva essere diverso. Non sono uomini che decidono della pace del mondo; sono grandi forze storiche di cui quegli uomini sono le pedine, poco importa se candide o astute, sincere o bugiarde, oneste o farabutte. Così è stato per la pace, così è per la distensione, così sarà per una eventuale «pacificazione» finale, altrettanto sudicia quanto l’attuale rottura, altrettanto foriera di nuove guerre quanto l’attuale purgatorio di riarmo generale e di generale «volontà di pace». Sarà così sempre, in regime capitalista.

Ma… tira a campà; il sole delle Bermude deve essere dolce, in questa bizzarra stagione.