La ruota della storia torna indietro
Categorie: ILO, Stalinism, USSR
Questo articolo è stato pubblicato in:
Negli anni – non tanto lontani nel tempo ma, ahimè, molto lontani nel ciclo storico del movimento operaio – del primo dopoguerra e dell’incendio rosso del mondo, l’Ufficio Internazionale del Lavoro, appendice della Lega delle Nazioni, era bollato dall’Internazionale leninista come un’edizione minore di quel covo di ladroni – ancor più brigantesca anzi, perché ammantata di umanitarismo e di volontà di difesa dei lavoratori dei Paesi associati. Se l’Internazionale sindacale di Amsterdam era la centrale dell’opportunismo, il Bureau International du Travail era addirittura un’agenzia padronale, direttamente emanante dai governi borghesi di occidente e intesa a disciplinare legalmente, su un fronte mondiale, i rapporti fra capitale e lavoro.
L’U.R.S.S. stalinista entrò poi, com’era nella legge del suo distacco dalla tradizione rivoluzionaria, nella Lega delle Nazioni, poi nell’U.N.O. Ora ha chiesto – per la storia, in data 4 novembre – di entrare nella Organizzazione Internazionale del Lavoro, sia pure sotto condizioni d’ordine procedurale.
Quando la ruota della storia torna indietro, è inevitabile che faccia tutto il giro.