Vita del Partito
Categorie: Life of the Party, PCInt
Questo articolo è stato pubblicato in:
A Ravenna il 15-6 e a Genova il 22-6, si sono tenute le riunioni, rispettivamente, dei gruppi della Romagna e di quelli del Piemonte e della Liguria. Esaurita la discussione dei problemi organizzativi e di diffusione della stampa, le riunioni hanno passato in rassegna le principali questioni ideologiche e politiche al cui chiarimento, a difesa dagli attacchi del revisionismo e del confusionismo, si sono volte, attraverso la stampa ed i convegni, le forze del movimento. La riunione di Genova è stata affiancata da una conferenza a Sestri Ponente, in locale pubblico.
Il 6 c. m. ha avuto luogo a Luino una riunione della sezione presieduta da un compagno della federazione milanese.
Tutti i compagni hanno lungamente discusso, approvandola, la linea politica della nostra organizzazione in rapporto alla situazione attuale e criticando il gruppo deviazionista il quale pretende di essere il continuatore e custode delle tradizioni politiche e ideologiche della sinistra.
Altro argomento che ha appassionato i compagni è stata la interpretazione marxista del nostro movimento sul capitalismo di Stato: la nostra posizione in caso di conflitto armato fra i due massimi esponenti e rivali del capitalismo mondiale U.S.A. – U.R.S.S.
* * *
Il 12 c. m., nella ricorrenza dell’assassinio di Mario Acquaviva, la sezione di Asti ha tenuto una riunione allargata con la partecipazione di diversi simpatizzanti.
Il sacrificio di Mario Acquaviva è stato commemorato il 13-7 a Casale in una riunione allargata. Al termine di una discussione chiarificatrice i presenti hanno sintetizzato il loro unanime pensiero in una dichiarazione che afferma tra l’altro:
«I compagni delle Federazioni di Casale, Asti, Torino riuniti a ricordare nella città che vide consumare il sacrificio del compagno Mario Acquaviva per mano dei sicari al soldo dell’imperialismo, forza viva ed operante della controrivoluzione borghese, convinti che la più degna commemorazione dei caduti nel cammino della rivoluzione proletaria sia quella della costante massima fedeltà ed aderenza ai principii, come armi della Rivoluzione, riaffermano:
- Il principio di autorità estrinsecantesi attraverso la dittatura della classe esercitata dal suo Partito.
- Il concetto fondamentale del centralismo organico che garantisce il massimo delle possibilità al raggiungimento della vittoria finale.
- Il principio della conquista violenta del potere contro l’illusione del possibilismo e intermediismo democratico.
- Denunciano il disfattismo demagogico dell’alternativa democratica «pace o guerra» ed oppongono, coerentemente, l’alternativa di classe: «Rivoluzione o guerra».