Partito Comunista Internazionale

“Prendiamo la mano tesa” ha detto il Papa

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I Centristi francesi traversano un periodo di fregola religiosa. I titoli degli articoli dell’«Humanité» sono per se stessi dei capolavori: «Prendiamo dunque la mano tesa». «Prendiamo la mano tesa, ha detto il Papa», «Un messaggio del Cardinale Verdier riguardante la mano tesa» ecc.

Il Papa in persona si riconcilia con Stalin e il «Cardinale rosso» Thorez potrà ormai tenere, coll’autentico Cardinale Verdier, i suoi sermoni domenicali ai lavoratori francesi.

Certo, i centristi non sono delle «pecore smarrite» ma dei fieri «materialisti» che si inginocchiano davanti l’altare in nome delle rivendicazioni economiche comuni degli operai comunisti e di quelli cattolici! Ah! Non si può non sbudellarsì dalle risa pensando alle manie religiose del partito comunista francese: esso tende la mano per «scopi umanitari» (forse il massacro degli operai in Spagna o le esecuzioni sommarie in Russia?); esso vuole delle discussioni tra comunisti e cattolici «sul piano spirituale» (l’esaltazione della guerra antifascista); vuole lottare «contro gli egoismi»…

Quelli che parlavano della «farsa della mano tesa» debbono essere ben sermonati: il Papa in persona ha riconosciuto che i comunisti erano degli onesti sostenitori della dominazione capitalista e che vi era posto per essi nella comunità cattolica. Quello della inquisizione che trova tanti adepti nella Russia cosiddetta sovietica! E il Papa è qualificato per farlo. Lui che benedice le mitragliatrici di Franco ed i suoi plotoni di esecuzione, lui che benedice i boia fascisti e la Guerra di Etiopia!

I centristi sono dunque al loro posto ed il Papa al suo. Si possono ben stringere forte la mano fraternizzare accordando Falce e martello e il sospensorio. Domani i cardinali benediranno i fucili centristi che tireranno sul proletariato. E questa pure sarà la politica «della mano tesa». Ma i proletari non daranno, essi, la mano ai loro nemici di classe, essi non parteciperanno alla farsa che snatura la loro tragedia sociale, essi ricaccieranno tutte le forze della reazione capitalista per mettersi sul terreno della lotta per la distruzione del sistema capitalista.

Che centristi e preti se la tengano per detto una volta per sempre: la loro «mano tesa» non impedirà alle mani dei proletari di ritrovarsi sul loro terreno di classe ed in quel giorno né il Papa potrà farsi scudo dei centristi né questi delle loro manovre.

Gli antagonismi sociali si faranno strada e le legioni del proletariato spazzeranno tutta la canaglia reazionaria, tanto quella dell’evangelo che quella che vuol far di Marx e di Lenin dei paladini dello stato borghese e della religione.