Partito Comunista Internazionale

Li prendiamo in parola

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Il congresso del M.S.I. a Viareggio (che bei posticini si prendono, però, questi spregiatori della vita comoda!) non poteva mancare di crearsi attorno una cornice legionaria e bellicosa e manganellesca; sarebbe stato togliere il sapore alla zuppa il rinunciarvi. Ma la sostanza è tutt’altro che bellicosa: il neo-fascismo è pantofolescamente parlamentare, legalitario, democratico.

Come per la faccenda delle richieste di socializzazione, la stampa democratica ufficiale grida alla manovra. Niente affatto: li prendiamo in parola. I fascisti sono democratici, nulla di sostanziale li divide dagli altri; sono al Parlamento e ci vogliono restare; se faranno… la rivoluzione (in vagone letto come al solito) sarà solo per potervi ritornare. Lo fu il fascismo nei suoi anni d’oro, se cessò di esserlo, fu allo stesso modo che hanno sempre cessato di esserlo i partiti democratici nei momenti di crisi istituzionale profonda e davanti alla minaccia di un sovvertimento sociale. Arrivarono al potere con la scheda, vi rimasero con la scheda; ieri come oggi e come domani.

De Marsanich e la direzione rieletta sono dunque in linea: e, se lasciano strillare di sdegno i «puri» (detti anche figli del sole), è perché anche questo serve a condire la zuppa e perché, in democrazia, il manganello è sempre di riserva. Dicono che i partiti di sinistra volessero impedire la riunione del Congresso a Viareggio (sede… culturale del progressismo), ma vi rinunciarono per ragioni di opportunità turistica. Esatto anche questo: il M.S.I. è uno dei monumenti da visitare nella Repubblica democratica italiana.