Partito Comunista Internazionale

Socialismo al 3 per cento

Categorie: Afganistan, USSR

Questo articolo è stato pubblicato in:

Il ministro delle finanze dell’Afghanistan e l’ambasciatore dell’U.R.S.S. hanno firmato, il giorno 27 gennaio, un accordo in base al quale l’U.R.S.S. accorda un prestito di tre milioni e mezzo di dollari all’Afghanistan.

La notizia era riportata dall’Unità del giorno successivo. Secondo tale giornale la somma verrà impiegata nella costruzione di due grandi silos e di due impianti molitori. L’U.R.S.S. fornirà dei tecnici e riscuoterà un interesse del tre e mezzo per cento, che sarà pagato dall’Afghanistan con l’invio all’U.R.S.S. di cotone, lane e karakul.

Sono anni che lo stalinismo ci rintrona il capo predicando le delizie del «mercato mondiale socialista». Ad ogni occasione, si tratti di un raduno di partigiani della pace o di una dichiarazione di voto a Montecitorio, ci si viene a insegnare che il commercio praticato dalla Russia e satelliti è «socialista» perché esso si svolgerebbe non già secondo le leggi capitaliste, cioè in vista del profitto, ma nel reciproco interesse e aiuto delle parti contraenti. Che grande scoperta! Quasi che il proprietario fondiario che compra macchine dalla Fiat sia «sfruttato» dal capitale industriale! O forse Krupp che oggi è costretto a comprare acciaio da terzi deve ritenersi una vittima del commercio? Poiché ogni capitalista imprenditore compra materie prime da altri capitalisti, e dato che lo scambio delle merci avviene nel «mercato capitalista», se ne dovrebbe concludere che tutti i capitalisti sono… degli sfruttati!…

Quello che gli asini stalinisti non sanno è che lo «sfruttamento capitalista» di cui sessanta volte al minuto si riempiono la bocca, viene operato entro l’azienda, cioè nel mercato della forza lavoro dell’operaio. Krupp e Marinotti intascano il profitto nel momento in cui pagano i salari, che sono solo una parte del valore aggiunto dagli operai alle materie prime lavorate. Quando lanciano sul mercato i loro prodotti non fanno altro che convertire in massa monetaria il sopravalore estorto al salariato.

Ma a compenso della ignoranza della teoria marxista, gli stalinisti sono molto versati nella pratica di cavar denari. I prestiti concessi graziosamente dal governo di Mosca obbediscono rigorosamente alle leggi dell’usura capitalista. L’Afghanistan, che il governo di Mosca tende a raccogliere sotto il proprio mantello protettore, dovrà pagare regolari interessi alle banche moscovite. Un trattamento di favore: appena il tre e mezzo per cento. Ma tra «modesti» interessi, riparazioni di guerra, prelievi delle forze di occupazione, camorra commerciale, ogni giorno Mosca pompa ingenti valori dalle nazioni «amiche». Il non poter imporre lo stesso trattamento cameratesco alle altre nazioni spiega esaurientemente la cosiddetta guerra fredda, il cominform, infine la resistenza rabbiosa all’ingerenza americana.