Bilanci americani
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I repubblicani possono finalmente vantarsi di aver tenuto fede ad uno dei loro punti programmatici: ridurre il deficit del bilancio americano. Infatti, il bilancio preventivo 1954-55 presentato al Congresso il 21 gennaio contempla una riduzione del disavanzo dai circa 10 miliardi di dollari del bilancio 1953-54 di Truman a 3,3 miliardi, realizzata mediante una riduzione delle spese più che compensante la riduzione del gettito fiscale. A proposito di quest’ultima, sarà subito bene avvertire che gli sgravi fiscali riguardano unicamente le imposte dirette (sul reddito di privati e sui dividendi delle società), mentre le imposte sui consumi risultano leggermente aumentate; quanto alla riduzione delle spese, essa deriva essenzialmente dai tagli operati nel bilancio della sicurezza nazionale. Si direbbe, dunque, che i repubblicani siano meno bellicisti e militaristi dei democratici.
La verità è che la riduzione delle spese per la sicurezza nazionale è legata a quel noto cambiamento strategico per cui lo esercito americano disporrebbe soprattutto di una riserva mobile centrale a base di aerei ultramoderni e di bombe atomiche e affini, da scaraventare all’occorrenza su città e campagne della periferia atlantica senza eccessivo impiego di forze di terra e senza eccessivo rischio per la carne da cannone nazionale. Concentrate le risorse su questo nucleo centrale, si possono sfrondare i rami esterni; ma il quadro della potenza offensiva ed aggressiva americana ne risulta non meno ma più terrificante. D’altro lato, perché arrabattarsi tanto con le forze terrestri di periferia, quando esiste una organizzazione in loco destinata ad arruolare bestiame umano da macello europeo? La «funzione di guida» rivendicata dall’America nel suo settore, come dalla Russia nel proprio, comporta fra l’altro questo: voi «guidati» combatterete, noi svolazzeremo per i vostri cieli scaraventando bombe ultimo modello sul nemico e, come sempre avviene, anche su di voi (ma sempre per il vostro bene).
In compenso, forse, «liberalizzeranno» le importazioni!