Partito Comunista Internazionale

Ed ora, largo a noi! 

Categorie: Europe, USA

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Durante il dopoguerra, gli Stati Uniti, i veri grandi vincitori della seconda guerra mondiale, hanno svolto nei confronti dei Paesi minori (alleati o cobelligeranti o affiliati) una politica intesa soprattutto a creare condizioni di stabilità sociale. Ci hanno rifornito di «aiuti» di diverso genere, di scatolette alimentari e pillole prima, di macchine e quattrini poi; altrove hanno anche lasciato eserciti di occupazione. Le diverse «agenzie» che si sono succedute con scopi «assistenziali» all’Europa hanno avuto in realtà un compito di contro-assicurazione agli Stati Uniti e, in genere, alla stabilità del mondo borghese. Era una politica costosa, almeno immediatamente; ma i rischi erano più che ripagati dalla sicurezza in patria e dal «commercio che segue la bandiera» (la bandiera, magari, in latta da scatolame o in dollaro di occupazione). Comunque, anche le spese generali e di copertura dei rischi a un certo punto devono terminare la loro funzione: non sono fini in sé, sono mezzi.

Ed ecco, ora, completata grosso modo l’opera di beneficenza a fine auto-assistenziale, farsi avanti i business-men, gli uomini d’affari. Volete che non soltanto commerciamo ma, come già volle Truman e non disvuole Ike, esportiamo capitali o, in altri termini, investiamo nelle aree depresse e nei Paesi minori? Prontissimi: ci avete spianata la strada, ci avete creato condizioni di tranquillità e di fiducia. Prontissimi: ma non ci basta. Siccome il margine fra rendimento dei capitali investiti in patria e quelli investiti all’estero non è molto elevato, chiediamo, prima di tutto, che ci alleggeriate le imposte, visto che, dovendo investire all’estero, saremo soggetti a una doppia tassazione; in secondo luogo, che ci assicuriate contro l’espropriazione degli impianti e l’inconvertibilità delle monete; infine, non contenti degli eserciti di occupazione e delle pattuglie di assistenza a fine stabilizzatore che avete mandato un po’ dovunque, ci assicuriate contro i rischi «di guerra, insurrezione e rivoluzione». Scusate se è poco!

Questo è il succo dell’ormai famoso rapporto Randall, di cui i nostri bravi borghesi hanno detto così bene per quel tanto di solidarietà di sangue che i capitalisti sentono per i colleghi di tutto il mondo. Solidarietà e invidia per i cugini americani, questi nati con la camicia che hanno fatto affari d’oro con la guerra propria ed altrui, col dopoguerra e con la guerra fredda, ed ora si dispongono a spedire all’estero capitali garantiti, condizionati, assicurati – se occorre contro i rischi delle guerre e insurrezioni ch’essi stessi fomenteranno. Largo ai giovani: ed evviva la libertà dalla paura!