Governo ed opposizione fratelli siamesi
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Le differenze sono fatte soltanto per ingannare i gonzi. Non abbiamo forse visto l’«opposizione» gridare assassino a Scelba quando era ministro di De Gasperi, gridargli buon democratico quando non lo era più, ed oggi di nuovo assassino perché non solo è tornato, ma è salito di grado?
In verità, lo spauracchio di Scelba ministro di polizia risospinge le masse sotto le ali staliniste, e queste ricambiano il favore presentandogli le masse ordinate in bell’ordine democratico e nel rispetto della legalità. Il servizio è reciproco, e alla greppia – in nome del servizio reso alla Patria comune – mangiano entrambi. Bastone e carota sono per gli operai: per gli altri c’è soltanto la torta.
Il ministero dell’interno è, nonostante le apparenze, bipartito: l’altro ministro è Di Vittorio, l’educatore delle masse al rispetto della legalità e della costituzione, l’organizzatore di scioperi per burla, il crociato dell’aumento della produttività e della difesa dell’industria nazionale.
Quanto ai socialdemocratici, essi non sono che i saltuari mezzani di un riformismo comune ai due grandi schieramenti parlamentari: sono in affitto a Scelba come Nenni è in affitto a Togliatti. Anche in questo le parti sono divise, e il compenso ai novelli o futuri gestori delle Finanze e del Lavoro non è che una briciola del profitto dell’imprenditore in grande stile, d.c. o p.c.
Dopo di che possiamo non scandalizzarci né del traffico degli stupefacenti né di quello delle «thrill-girls»: robetta da poco in confronto ai traffici di morfina ideologica e di grandi capi… progressisti; e, tutto sommato, meno dannosi!