Pace all’idrogeno
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I pescatori giapponesi che, pur trovandosi fuori del raggio di sicurezza stabilito dai lanciatori dell’arcinuovissima bomba H sganciata su Bikini, sono rimasti colpiti dalle sue irradiazioni, e quelli che, mangiando pesci radioattivati, subiranno la stessa sorte, hanno avuto il privilegio di assaggiare la pace all’idrogeno del capitalismo. È la necessaria introduzione alla prossima conferenza sull’Asia, il preludio alla distensione fra i grandi, che è pur sempre realizzata a spese dei piccoli.
Ed è anche la miglior introduzione al «new look» americano: i nuovi orizzonti della munifica società borghese si chiamano Bikini e dintorni. La scienza borghese, che non riesce a sfamare la popolazione crescente della terra pur essendo riconosciuto che sullo sferoide ci sarebbe da mangiare tutti almeno quattro volte tanto di quello che si mangia oggi, riesce a moltiplicare i mezzi per mandare all’altro mondo i paria.
Ma non rinuncia alle armi «convenzionali», di cui il ministro della difesa britannica ha riaffermato la necessità, a scudo, evidentemente, delle industrie che le fabbricano. Se i pescatori di Bikini assaggiano l’idrogeno delle armi nuove, i coltivatori di riso dell’Indocina continuano ad assaggiare in una lotta tanto selvaggia quanto incessante le pallottole della preistoria dell’armamento: bisogna pur esaurire gli stocks di arrugginiti fucili e mitragliatrici e tenere in moto l’industria tradizionale delle armi. Così, fra armi nuove ed armi vecchie, il mondo celebra il trionfo della libertà, dell’uguaglianza e della fraternità. E il potere «radiante» del capitalismo tende tutt’intorno al pianeta una maglia che per somma ironia ha battezzato civiltà e che di fatto è morte…