I partiti del carnevale
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Trieste, marzo
Trieste leva il capo coronato tra nembi! I cantieri, le fabbriche, i magazzini, le botteghe artigiane languono. Evviva l’8 ottobre! Ma, niente paura: la statistica ufficiale resa pubblica dal G.M.A. parla solo di 18-19.000 «disoccupati oscillanti». È vero che il giornale indipendentista allunga un pochino la coda portando la cifra a 30.000. Chi avrà ragione?
Comunque, a giudicare dalle manifestazioni carnevalesche, non c’è che da rallegrarsi. Il carnevale triestino si è infatti trasferito in gran pompa — previa una sapiente preparazione radiopropagandista e giornalisticamente confezionata da Il Lavoro e dall’Unità — nella ridente cittadina di Muggia, dove, «felicissimo e sorridente», il sig. compagno sindaco, presente sulla tribuna coi «notabili» durante tutta la sfilata arlecchinesca, ha infine premiato con un paio di bigliettoni da mille dal Comune stesso disposti i vincitori di cotanta impresa.
Il primo cittadino di Muggia proletaria ha poi tenuto un bel discorso alla radio locale battendo sull’utile e sul dilettevole — l’utile degli onestissimi signori osti, rivenditori, commercianti ed azzeccagarbugli locali, il dilettevole dei buoni e fedeli elettori operai che lottano e lotteranno per la pace, il pane e il lavoro e avranno in cambio… il carnevale. Alla faccia del marxismo! Ma è forse diversa la carnevalata di Montecitorio?