Il giorno 27 dei governi atlantici
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Negli ultimi giorni di maggio, il Senato americano, nella veste di Elemosiniere di Corte dell’alleanza atlantica, procedeva all’approvazione del progetto di legge per gli aiuti all’estero, presentato dal Governo. Complessivamente gli aiuti all’estero chiesti dal Governo venivano ridotti del 15 per cento, sicché la cifra definitiva risultava di 6 miliardi e 700.000.000. Sei miliardi e settecento milioni di dollari. Divertitevi a tradurre in lire italiane secondo il rapporto 1 dollaro uguale 650 lire, e avrete un’idea più precisa del mastodontico stock di dollari distribuito ai satelliti di Wall-Street. Sono quattro milioni e trecentocinquanta miliardi di lire ovvero, attenti al capogiro, quattromilatrecentocinquantacinque miliardi di lire. La manna, che Jehovah fece cadere dal cielo per nutrire il popolo ebreo smarrito nel deserto, aveva la millesima parte del valore commerciale degli «aiuti» sborsati dalle Banche americane?
La ripartizione geografica dell’enorme somma sta a dimostrare come i cosiddetti aiuti siano il soldo che il mostro statale di Washington paga ai suoi mercenari, ai quali viene corrisposto in misura dell’importanza militare. Alla sola Europa sono stati assegnati 3.515.295.500 dollari in aiuti militari diretti, cioè in armi, attrezzature belliche ecc. fabbricati in U.S.A. e 1.542.866.000 dollari per aiuti economici o connessi con il riarmo. In totale, i governi europei, che facevano pazientemente la fila davanti agli sportelli delle Banche statunitensi, si sono visti aggiudicare 5 miliardi 058.161.500 dollari, cioè circa il 73 per cento della somma totale stanziata. Il resto andava così ripartito: per il Medio Oriente e l’Africa: 86.590.000 dollari in aiuti militari diretti e 166.277.500 dollari in aiuti economici (compresi 55.126.000 per i profughi di Israele). Gli altri fondi stanziati erano destinati all’Asia, alla zona del Pacifico e all’America Latina.
Scoccava finalmente il «giorno 27» dei governi impiegati dal Super-Stato americano. I pagamenti sono aperti. Meglio non potrebbero apparire – in un mondo economico in cui il denaro assume le funzioni che le vecchie religioni attribuivano alla Divinità nel mondo cosmico, con la differenza che il denaro è strumento non astratto e irreale di dominazione e di assoggettamento sociale – i rapporti di assoluta dipendenza della vecchia Europa e degli altri continenti del mondo dalla terribile concentrazione di potere economico e militare che due guerre mondiali vittoriose hanno attuato sul territorio degli Stati Uniti. L’Europa e il resto del mondo ricevono in dollari solo irrisori rimborsi degli enormi sacrifici di sangue e di beni, delle montagne altissime di cadaveri, su cui Wall-Street, la Cartagine del capitalismo mondiale, ha eretto il proprio impero mondiale. Vanamente lo stalinismo internazionale, che più di altri ha lavorato a procacciare carne da cannone agli imperialisti americani cerca di suscitare nella decadente borghesia europea la vergogna e la ribellione alle sue condizioni di padrona serva, facendosi banditore del nazionalismo antiamericano. L’indipendenza politica è servita alla borghesia, nelle epoche di transizione dal feudalismo all’industrialismo capitalista, proprio per combattere con il mito della Nazione le resistenze reazionarie delle forze sociali legate a forme locali di produzione e di consumo. Serve ancora perché la struttura e la dinamica economica capitalistica impediscono alla borghesia di superare le barriere nazionali e la cronaca quotidiana documenta immancabilmente l’indistruttibilità degli antagonismi internazionali. Il predominio schiacciante degli Stati Uniti sta appunto a dimostrare che le unità nazionali e statali borghesi non possono rapportarsi le une alle altre che sul piano dei rapporti di forza materiale. Non può l’Europa borghese, che dall’America attinge la forza economica e militare necessaria a conservare il proprio dominio sulle masse lavoratrici, rivolgerglisi contro. Due guerre mondiali hanno segnato il fallimento del supremo tentativo della vecchia Europa di conservare in sé il centro mondiale del capitalismo, e la vittoriosa Inghilterra, non meno della vinta Germania, ha dovuto farsi prenotare nelle liste dei beneficiati dall’America.
Il ruolo controrivoluzionario dei partiti stalinisti si appalesa proprio nel fatto che pretendono di battere l’America facendo leva sulla borghesia europea cui rivolgono ripetuti appelli mentre l’America è battibile solo da parte del proletariato mondiale in lotta rivoluzionaria, sul piano locale e internazionale, contro il capitalismo.