Partito Comunista Internazionale

La pace dopo la tempesta fra i competitori elettorali

Categorie: Democrazia Cristiana, Italy, Partito Comunista Italiano, Partito Socialista Italiano

Questo articolo è stato pubblicato in:

Dall’Unità, prima della Festa del 2 giugno: « Un limpido appello all’unità patriottica e antifascista è partito da Cuneo, in occasione della celebrazione di domani. Il P.C.I., la D. C., il P. L. I., il P.S.I., il P.S.D.I. hanno sottoscritto un manifesto nel quale ricordano che il nuovo Stato repubblicano affonda le sue radici nella spontanea, decisa insurrezione contro le forze nematrici di ogni giustizia e di ogni libertà. La città di Cuneo, che mai volle ammettere la possibilità di un urgente fascismo, si unisce oggi attorno agli ideali che già la unirono, nella dura lotta contro le forze responsabili della catastrofe nazionale ». L’Unità continuava così: « Tutte le associazioni partigiane e combattentistiche (di Cuneo) hanno in pari tempo lanciato un manifesto nel quale ricordano che gli episodi salienti della recente campagna elettorale ed i risultati stessi della competizione confermano e aggravano la minaccia che viene alla civile tranquillità del Paese dalle già sconfitte forze fasciste che tentano di rinnovare nella Nazione i germi della guerra civile. Si riuniscano dunque le forze antifasciste che nella Resistenza e nei Comitati di Liberazione Nazionale rifecero dell’Italia la patria degli italiani, e ricostituiscano uno schieramento che dia al nostro popolo la garanzia di tranquillità interna, di pace e di libertà ».

Dall’Unità, dopo la Festa di cui sopra: « In numerose località partecipavano alle celebrazioni (del 2 giugno) accanto ai partiti comunista e socialista, anche i repubblicani, i socialdemocratici e i democristiani, che hanno espresso la loro adesione con discorsi dei loro esponenti provinciali, rievocando la battaglia comune per la Repubblica e sottolineando la necessità di opporsi ad ogni tentativo di ritorno al fascismo ». Più oltre: « A Napoli hanno parlato domenica, nell’affollatissimo teatro Politeama, il sen. Arturo Labriola, l’on. Giorgio Amendola, e l’on. Francesco De Martino (democristiano) ». Ancora: « A Terni, tutti i partiti, della Democrazia Cristiana al Partito Comunista, dal P.S.I. al P.S.D.I., dai P.R.I. al P.L.I. con la sola eccezione dei monarchici e dei missini, aderivano alla celebrazione svoltasi al Politeama; parole di caloroso incitamento all’unità repubblicana ed antifascista sono state pronunciate dal sen. Fabbri per il P.S.I., dall’avv. Guidi per il P.C.I., dall’avv. Romoli per il P. R. I., dal prof. Rinaldi per la D. C. e dall’avv. Sbaraglini per il P.S.D.I., tutti acclamatissimi dal pubblico che gremiva il teatro ».

Così, la Repubblica papalina fa da alcova agli amplessi dei partiti che fino ad ieri l’altro si combattevano sulle bigonce elettorali. Cosa non nuova. Li abbiamo visti fare lo stesso nel Comitato di Liberazione Nazionale e nel Tripartito clerico-social-comunista. Allora si disse che la messa da parte della lotta di classe e la collaborazione tra i partiti borghesi e quelli autoproclantisi proletari mirava all’obiettivo di eliminare il fascismo. Ciononostante, il fascismo sta rialzando la testa. Proletari, vorreste che si ritentasse l’esperimento?